| Ambiente e Verde |
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AMBIENTE
Nel corso di questi 5 anni l’Amministrazione comunale ha voluto dare un forte impulso alle attività rivolte alla salvaguardia dell’ambiente ed alla tutela della salute dei cittadini, istituendo un Assessorato all’Ambiente ed impegnandosi in tutte le iniziative promosse dal ministero dell’Ambiente e dall’Unione europea. Attenzione particolare è stata posta all’analisi delle emergenze ambientali con l’adozione di una serie di provvedimenti volti al miglioramento della qualità dell’aria e, conseguentemente, della qualità della vita e all’istituzione e alla salvaguardia di aree protette di grande impatto e valore naturalistico (Capo Gallo, Valle dell’Oreto).L’Amministrazione ha adottato una serie di provvedimenti a breve, medio e lungo termine per il controllo ed il miglioramento della qualità dell’aria. Palermo è dotata di una rete di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico costituita da 9 stazioni di rilevamento distribuite all’interno del centro urbano; la manutenzione della rete e la gestione del servizio è stata affidata all’Amia, l’Azienda di igiene ambientale. Nel 2002 è stata attivata in centro una Zona a traffico limitato (Ztl) di circa 380 ettari, aperta soltanto ai veicoli con basso potenziale inquinante (catalici, elettrici, a metano, a gpl, a motore termico). Questa misura è stata recentemente sospesa in vista dell’entrata in vigore di due Ztl con regolamentazione più rigorosa: una avrà gli stessi confini di quella creata nel 2002 e sarà dotata di varchi video-controllati; l’altra, grande all’incirca quanto la prima, sarà interamente nuova e interesserà una vasta area confinante con quella centrale (verso nord-ovest). È stata da poco aggiudicata la gara d’appalto per la costituzione di un data-base che consentirà di schedare tutti i veicoli in base alla loro omologazione antinquinamento e di rilasciare i pass per gli spostamenti all’interno delle Ztl. L’Amministrazione ha varato anche un’ordinanza che riguarda la circolazione dei mezzi pesanti. Questi mezzi, al di fuori della fascia oraria consentita (14-17 e 20-8), per entrare ed uscire dal porto possono circolare solo lungo l’asse delle vie Francesco Crispi e Messina Marine per raggiungere viale Regione siciliana e le autostrade A19 e A29 per Trapani e Catania. Con una diversa ordinanza sono stati stabiliti i casi di deroga alle limitazioni al transito dei mezzi pesanti nel centro urbano. Un’altra ordinanza regola il carico e scarico delle merci. I veicoli che trasportano merci destinate ad attività commerciali e private possono circolare in tutta la città dalle 10 alle 12, dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 del giorno successivo, per effettuare le operazioni di carico e scarico delle merci. Sono stati aumentati i controlli per i gas di scarico delle auto; l'Amministrazione comunale ha siglato con le associazioni di categoria un protocollo d’intesa per garantire un controllo più accurato dei gas di scarico delle autovetture per la riduzione delle emissioni inquinanti nell’atmosfera, istituendo una commissione con lo scopo di analizzare tutti i problemi relativi al controllo periodico dei gas di scarico dei veicoli circolanti in città. Nell’ambito delle iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico, l’assessorato all’Ambiente del Comune, il Consorzio Ecogas e le associazioni degli autoriparatori hanno siglato un protocollo d’intesa per promuovere l’incentivazione all’uso del gpl per autotrazione proponendo, ai possessori di veicoli a benzina residenti in città e a quanti lavorano a Palermo, l’installazione di un impianto a gpl usufruendo di uno sconto. Attualmente, in città, sono più di 15 mila le auto trasformate circolanti. Palermo ha aderito nel 2002 al programma nazionale di contributi stanziati dal Ministero dell’Ambiente per incentivare l’utilizzo del metano. Il programma ha consentito al Ministero di erogare finanziamenti per l’acquisto di auto a metano e per la realizzazione di impianti di distribuzione del combustibile a basso impatto ambientale. L’accordo, stipulato dal Ministero con Fiat e Unione Petrolifera, ha avuto come obiettivo quello di incentivare il trasporto di merci in città, i taxi, i bus “puliti”, i veicoli per i rifiuti e la diffusione di distributori di carburante “azzurro”. Lo scopo, in sintesi, è stato quello di avviare in tempi rapidi un programma nazionale che desse un forte impulso ad un maggiore impiego del metano per autotrazione nelle grandi aree urbane e metropolitane e nelle zone in cui ci siano livelli di concentrazione di PM10 superiori a quelli previsti dalla normativa vigente. Al Velodromo Borsellino è stato realizzato un sistema fotovoltaico per la produzione di energia elettrica con la trasformazione dell’irraggiamento solare. Si tratta di un impianto da 20 kilowatt che si aggiunge a quelli da 6 kilowatt realizzati nei mesi scorsi in cinque asili nido cittadini. VERDE
Ottanta ettari di verde, in parte nuovo e in parte riqualificato, con oltre 25 mila alberi e 50 mila specie tra piante e arbusti vari. Sono questi i dati più significativi che dimostrano quanta cura sia stata dedicata, per precisa scelta del sindaco Diego Cammarata, al verde in città con interventi che hanno riguardato tutto il territorio cittadino, con particolare attenzione alle periferie. Gli interventi hanno coinciso spesso con la sistemazione e la pulizia di aree degradate ed abbandonate, in alcuni casi, invece, il nuovo verde, come quello del Foro Italico e di case Rocca alla Favorita, è anche diventato luogo di relax e per esercitare attività fisica. Palermo ha raggiunto una densità di verde superiore alla media nazionale, attestandosi al terzo posto nella classifica delle città che hanno registrato il maggiore incremento di aree verdi negli ultimi cinque anni. La nostra città segna infatti un “più 14 per cento” rispetto al 2000 e in questa speciale indagine, elaborata dall’Istat, si colloca dopo Terni e Torino. Lo studio, effettuato dai tecnici di Agenda 21, inoltre, ha definito “buono” il rapporto cittadino-spazi verdi. Ogni palermitano, infatti, può contare su 32,3 metri quadrati di verde per abitante (0,5 di verde attrezzato, 27,5 di parchi urbani, 0,4 di verde storico, 0,9 di aree di arredo urbano, 0,5 di giardini scolastici, 0,3 di orti botanici e vivai, 0,4 di cimiteri urbani, 2,1 di altro) che risulta, in assoluto, la percentuale più alta in Sicilia (la seconda città è Catania che si attesta a 6,7 metri quadrati per abitante).
Circa 40 mila metri quadrati di manto erboso, viali, panchine e arredi ornamentali in ceramica, un percorso ciclabile, un’illuminazione rivisitata e un’ampia passeggiata lungo-costa con panorama a perdita d’occhio. Palermo ha riconquistato il prato del Foro Italico, una grande “terrazza” che ha rispolverato, dopo quasi 60 anni, quel legame tra mare e centro storico spezzato dalle vicende successive alla seconda guerra mondiale: prima il progressivo accumulo delle macerie prodotte dai bombardamenti, poi le continue occupazioni abusive dell’area. Un’autentica oasi del tempo libero che domina la scena tra il golfo e l’antico quartiere della Kalsa.Il progetto porta la firma prestigiosa dell’architetto milanese Italo Rota, designer del museo d’arte del Novecento e della sede Deutsche Bank nel capoluogo lombardo, ma soprattutto della cour carrè del Louvre e delle luminarie sul lungo Senna, a Parigi. Fra i segni particolari, la variopinta bordura che delimita il perimetro lungo il Foro Umberto I, formata da 1.400 sagome in ceramica col profilo dell’Eleonora d’Aragona scolpita da Francesco Laurana (il busto, capolavoro dell’arte rinascimentale, è esposto alla galleria regionale di Palazzo Abatellis). Nel nuovo prato ci sono anche decine di elementi decorativi in ceramica d’artigianato locale, una grande “hall” con sedili piastrellati proprio accanto al mare, 1.500 metri di pista ciclabile, spazi per lo svago e pavimentazioni interamente rifatte con particolari resine colorate adatte all’ambiente marino. Per creare una suggestiva atmosfera notturna, sono stati installati centinaia di faretti bassi disposti in modo da punteggiare i viali ed esaltare le tinte accese delle “principesse”.
![]() Tre ettari di parterre strappati al degrado (prima c’erano cumuli di terra, sterpaglie e rifiuti insomma un’autentica discarica) e restituiti alla vita della città. Palermo ha riscoperto il giardino annesso al “castello” della Zisa, frammento del mitico “Genoard” normanno (il parco reale di caccia). Si tratta del primo grande giardino realizzato in città negli ultimi cinquant’anni. Per dimensioni, è il terzo dopo Villa Giulia e il Giardino Inglese. L’allestimento, completato dopo oltre un anno di lavori, si ispira all’originario disegno islamico, seppur con alcuni dettagli inevitabilmente contemporanei. Di impronta prettamente mediterranea, invece, l’arredo a verde nelle aiuole, con più di sessanta essenze diverse, tra alberi di agrumi, aromi, bacche, arbusti e piante fiorite. Tutta la fascia centrale del giardino è attraversata dall’imponente vasca d’acqua, che si sviluppa per circa 130 metri in asse col portale del “castello”: un’ideale prosecuzione del sistema sciadirwan-canale della sala della fontana che si trova all’interno del Palazzo. Caratteristici gli zampilli e il leggero ma costante movimento dell’acqua in superficie (cosiddetta “laminazione”). Ai lati della peschiera, tra un viale pedonale e l’altro (dodici, in tutto, i percorsi), si estendono i vasti “quadranti” seminati a prato e punteggiati dalla vegetazione mediterranea. Realizzati anche gli impianti di irrigazione e di illuminazione. Quest’ultimo, è composto da 236 punti luce, fra pali e faretti bassi, disposti in modo da evidenziare i dettagli delle aiuole. È stato portato a termine, inoltre, il recupero dei tredici dammusi davanti al “castello”, strutture in muratura costruite nell’epoca in cui la Zisa fu adibita a baglio agricolo. Al loro interno sono stati allestiti punti d’informazione per i turisti e altri servizi. Nuova anche la recinzione del giardino, con un’orlatura stilizzata dalle forme arabeggianti.
È l’opera più importante che si sta portando avanti sul fronte del verde in città. Oltre 25 ettari di superficie, quarantamila piante e una fitta trama di boschi, prati, percorsi pedonali e piste ciclabili. Sarà la più grande area a verde di Palermo, dopo quella del Parco della Favorita. A metà aprile del 2005 è stato aperto il cantiere che ha già realizzato circa tre quarti dell’opera. I lavori sono stati sospesi in seguito a un provvedimento prefettizio emesso nei confronti di una delle ditte appaltatrici e poi revocato. Si sta individuando la modalità di prosecuzione dell’appalto. Si tratta di un’opera imponente che verrà realizzata, con una spesa complessiva di circa 8 milioni di euro. Il parco avrà un’estensione di oltre 255 mila metri quadrati e comprenderà parte di quello che fino ai primi del XX secolo era il “Giardino d’Orleans”, a sud-est del nucleo antico della città. Il “vecchio” giardino, del quale rimane poco o nulla, fu fondato intorno al 1812 per iniziativa di Luigi Filippo Orleans. Per l’arredo a verde si utilizzarono piante provenienti dal Real Parco della Favorita e l’area fu suddivisa in tre sezioni: “giardino”, “prato” e un vasto “boschetto” a sud della tenuta, a mo’ di giardino all’inglese. Sino a qualche mese fa questo terreno era caratterizzato da campi adibiti a pascolo, vegetazione mediterranea (ginestra, lentisco, ecc...) e spazi coltivati (soprattutto agrumeti), ma anche da ampie zone sterrate in stato di degrado e abbandono. Sono presenti, inoltre, edifici di rilevanza storica, come l’ottocentesca Villa Forni, che sarà restaurata.
È stata portata avanti un’ampia azione di bonifica del Parco, eliminando tutte le vecchie recinzioni realizzate col filo spinato. Si è puntato a ripristinare l’antico status dei luoghi, anche in seguito all’adozione da parte del Consiglio comunale del “Piano di utilizzo della Favorita”, uno studio accurato sulle condizioni del Parco e sulle possibilità di un uso che sia razionale dal punto di vista della salvaguardia dell’ambiente, ma anche funzionale alle esigenze dei fruitori. L’idea è quella di predisporre un piano della mobilità all’interno del Parco che sia “ecologicamente rispettoso”. Uno dei principali cardini del piano, infatti, è la garanzia di sicurezza che deve caratterizzare il parco, sia dal punto di vista socio-ambientale che da quello della circolazione. Tra i punti centrali, inoltre, la progressiva eliminazione del traffico privato da e verso la zona balneare di Mondello, l’individuazione di aree attualmente libere da colture di vario pregio, da destinare ad attività sportive, culturali e ricreative, l’eliminazione di ogni struttura prefabbricata, come prescritto dalle norme che regolano la zona B della riserva naturale di Monte Pellegrino con la quale, in parte, il parco coincide.
La zona denominata Case Rocca, tra lo stadio delle Palme e villa Malvagna, per anni abbandonata all’incuria si è coperta di nuovo verde con palme, oleandri, querce e rose. L’area è stata interamente risanata e valorizzata recuperando i percorsi pedonali, rifacendo le orlature in pietra lavica, realizzando nuovi spazi a verde. Amg Energia ha realizzato un nuovo impianto di illuminazione. L’area riqualificata è stata restituita ai cittadini e agli sportivi che quotidianamente vi si recano per trascorrere qualche ora di relax o per fare attività sportiva. Fontana d’Ercole Per una decina d’anni ha rappresentato niente più di una statua posta al termine del viale d’Ercole nel parco della Favorita. Oggi, dopo un lavoro di restauro e pulitura, ha riacquistato l’antico status tornando ad essere la “Fontana d’Ercole”. Dopo anni di mancato funzionamento, è stato recuperato e rimesso a nuovo l’originario sistema idraulico. Sono stati restaurati la colonna, la statua e i mascheroni in pietra, Amg Energia ha provveduto alla sistemazione dei fari per illuminarla. La fontana è stata, quindi, ripulita; sono state sistemate l’antica cancellata in ferro e rimesse a nuovo anche le cinque panchine in pietra che circondano l’area e che erano completamente coperte dalle sterpaglie.
Con interventi di personale qualificato, si è bonificato il terreno, sono state sistemate aiuole e recinzioni e piantati alberi, piante, bordure, collocate panchine, cestini porta rifiuti e, in alcuni casi, anche giochi per bambini. Le aree in cui l’intervento è stato di maggiore rilievo sono quelle di San Filippo Neri, dove sono state realizzate quattro villette per un totale di circa 15 ettari, di Borgo Nuovo con altri quattro interventi e due nuove villette, di Cruillas, Cuba-Calatafimi, Bonagia e Pallavicino, per un totale di dieci zone riqualificate ed attrezzate, la zona di Romagnolo con la sistemazione del lungomare e della piazza intitolata a Padre Pino Puglisi. E’ stata realizzata, inoltre, una villa di circa due ettari a Largo Bennici, dove sono state piantate palme, bagolari, ibisco, alloro, acaranta e margherite. Tutta l’area è stata recintata e, all’interno, sono stati creati spazi per i bambini, con un parco giochi e una zona pedonale. Si tratta del primo importante intervento effettuato nella zona di Sant’Erasmo negli ultimi vent’anni che ha un duplice valore, ambientale e sociale. Orti urbani Sono stati realizzati a Borgo Nuovo, in una zona periferica che si trova a sud-ovest del centro cittadino. Si tratta di piccoli orti in 16 lotti di terreno abbandonato con dimensioni che variano dai 2 mila ai 500 metri quadri. Nei piccoli “appezzamenti”, trattati con terreno vegetale, sono stati piantati ulivi, aranci, mandorli, nespole, albicocche e ortaggi di vario tipo. Sono state realizzate le prese d’acqua, per rendere autonomo ogni lotto, che è stato poi recintato e affidato in gestione ai pensionati del quartiere.
Sono circa 28 mila gli alberi in tutta la città. Dal 2003 ad oggi ne sono stati piantati 10 mila (circa 500 chilometri di alberature) tra pioppi, bagolari, pini, oleandri, platani, ficus, tigli, aceri, querce, ibiscus, ligustrum e robinia. Nuovo verde che contribuisce a migliorare la qualità dell’aria in città.
Alcune aree degradate sono state riqualificate. Sono diventate villette con panchine, cestini per i rifiuti e un parco giochi per bambini con scivoli, altalene e corde per arrampicarsi. In ciascuna area sono stati creati anche campi gioco per bocce e campetti sportivi polivalenti. Le villette sono sorte in aree periferiche della città: a Falsomiele in via Pernice, in via Lanza di Scalea, in largo Bennici, in largo Medaglie d’Oro e a Romagnolo. Si coprono di verde rotonde e piazze L’Amministrazione comunale ha realizzato anche nuove rotatorie all’interno delle quali sono stati piantati alberi e piante, che hanno migliorato l’arredo urbano della città. Le nuove rotatorie si trovano in piazza Bolivar, in via Montepellegrino, in piazza San Gabriele, in via Lazzaro, davanti ad uno dei maggiori ospedali della città, il “Civico”, in via Cappello. In via Paladini è stato realizzato uno spartitraffico per incanalare il traffico che proviene dalle vie Calandrucci e Barisano da Trani. Spazi verdi rimessi a nuovo anche in piazza Campolo mentre in piazza Tosti, dove è stata inaugurata la nuova rotatoria, nelle aiuole ci sono alberi di agrumi, un carrubo ed un ulivo. In via dell’Orsa Maggiore sono state completate tre rotonde fiorite mentre a Bonagia, in via Papa Giovanni XXIII, è stata riqualificata un’area di circa 1.200 metri quadri vicino alla scuola “Mattarella”. A Brancaccio, infine, sono state realizzate tre rotatorie all’interno delle quali sono state piantate palme e fiori.
Quattro nuove villette progettate dai tecnici comunali cambieranno il volto di altrettante aree degradate di periferia, nei quartieri San Filippo Neri (l’ex Zen), Sperone, Borgo Nuovo e San Giovanni Apostolo (l’ex Cep). Circa 30 mila metri quadrati di spazi che diventeranno luoghi per il tempo libero e per lo svago, nuovi punti di riferimento per i residenti di queste zone. Uno di questi interventi è già stato appaltato e i lavori sono iniziati. Riguarda piazza Benvenuto Cellini (rione Cep), dove sarà rimessa a nuovo un’ampia area sterrata. Alberi, aiuole fiorite, vialetti pedonali, panchine e attrezzature per il divertimento arriveranno anche in piazza Achille Grandi (Sperone), in largo Camastra (Borgo Nuovo) e in via Besta (San Filippo Neri): tutti e tre i progetti sono già esecutivi e approvati, pronti, quindi, per andare in gara d’appalto.
Per monitorare la stabilità degli alberi ed individuare quelli a rischio statico per scongiurarne la caduta, l’Amministrazione comunale ha scelto il sistema del visual tree assessment (vta) che consente di individuare nelle piante eventuali difetti strutturali, potenzialmente pericolosi. I controlli sono partiti da via Libertà, dove si trovano i platani più vecchi e quindi più a rischio statico. Si è proceduto poi con le piante di villa Bonanno e poi con quelle di Mondello, di viale Regina Margherita, e del Foro Italico. Il metodo, già adottato da molti paesi in Europa, consente di catalogare le piante all’interno di classi di rischio predefinite, denominate failure risk classification (frc). Quelle che dovessero risultare in maggiore pericolo, verranno ulteriormente analizzate con uno strumento denominato resistograph che consente, tramite una sonda, di avere un profilo grafico dei tessuti legnosi della pianta, evidenziando la presenza di carie, cavità o altre alterazioni e quantificando l’estensione del trauma subito dalla pianta.
È stato siglato a maggio 2002 un protocollo d’intesa tra i Comuni di Palermo, Monreale ed Altofonte che ha stabilito l’iter che ciascuna Amministrazione segue per la realizzazione di un parco sul fiume Oreto. I tre Comuni, in particolare, daranno vita ad un Ente Parco dell’Oreto che sovrintenderà alla realizzazione e alla gestione del parco. È pronto anche il progetto preliminare che riguarda il risanamento del tratto urbano che va dalla foce del fiume fino al Corleonese.
Un protocollo d’intesa tra le Amministrazioni comunali di Palermo e Isola delle Femmine per la gestione dell’Area Marina Protetta (AMP) nella zona di Capo Gallo. ![]() Lo hanno sottoscritto, a marzo del 2003, il sindaco di Palermo e quello di Isola delle Femmine che hanno raggiunto un accordo anche sul modello di gestione dell’area. Tra i due comuni è stato costituito un Consorzio che avrà il compito di valorizzare, proteggere e controllare l’area marina, tutelarne le risorse biologiche, realizzare programmi di studio e di ricerca e presentare progetti che mirino allo sviluppo socio-economico dell’area. L’Area Marina Protetta, nata per volontà dell’Amministrazione comunale di Palermo, è stata istituita con decreto del Ministero dell’Ambiente. Le altre iniziative Molte le iniziative di tutela ambientale realizzate con le scuole: fra queste le più importanti sono state “Puliamo il mondo” e “La scuola adotta la costa”. Altre iniziative hanno riguardato il ”no” agli organismi geneticamente modificati (Ogm) nel territorio palermitano e no alle forniture da parte di aziende che non dimostrino di usare solo prodotti “naturali”. La città di Palermo ha ricevuto dal Comitato Nazionale per la certificazione Ecolabel Emas il premio “Qualità ambientale europea” per la sezione dedicata alle istituzioni. VILLE STORICHE
Per migliorare gli spazi verdi si è lavorato non soltanto alla riqualificazione delle aree degradate in periferia, ma anche al recupero delle ville storiche nel centro città. Si tratta di giardini dalle origini antiche con un ricco patrimonio di vegetazione e preziosi arredi monumentali, testimonianze ottocentesche e dei primi del Novecento la cui bellezza era stata pressoché cancellata da decenni di abbandono. Oggi cittadini e visitatori possono godere di questi splendidi spazi en plein air, dove trascorrere il tempo libero in una straordinaria cornice ambientale, tra natura e memorie del passato. Villa Giulia Villa Giulia ha ritrovato gli arredi d’arte e i “fregi” architettonici che lunghi decenni di incuria e di abbandono avevano profondamente sfigurato. Splendide testimonianze del passato, che sono tornate a vivere dopo due anni e mezzo di restauri e che tornano ad essere patrimonio dei palermitani. ![]() Le quattro esedre, tempietti della musica in stile neopompeiano, disegnate da Damiani Almeyda; la coffee house (futuro locale di ristoro); i cippi che ricordano i siciliani illustri; la recinzione in ferro con colonne e vasi in pietra calcarea; i lampioni in ghisa della Fonderia Oretea. Sono i pregiati ornamenti che “raccontano” le rivisitazioni della villa nel XIX secolo e ai quali è stata restituita l’antica bellezza. Sono stati realizzati sia gli interventi di carattere conservativo, per consolidare strutture e murature deteriorate nei manufatti, sia le ricostruzioni estetiche, soprattutto nelle parti affrescate e stuccate: il tutto in assoluta armonia con le caratteristiche originarie delle opere.
Il Giardino Inglese vede nuovamente risplendere il parco statuario, distribuito fra la villa principale e il cosiddetto parterre Garibaldi, oggi intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Un insieme di trentuno elementi scultorei restituiti alla città nel giugno 2003, dopo che per anni erano stati lasciati in totale abbandono. Statue, cippi, busti e fontanelle, espressioni della creatività di rinomati maestri siciliani, da Benedetto Civiletti a Mario Rutelli, da Antonio Ugo a Ettore Ximenes che presentavano evidenti segni di degrado, provocati dagli agenti atmosferici, da atti di vandalismo e anche dall’incuria del passato e che sono stati recuperati. Villa Trabia Il piano di riqualificazione del parco ha interessato il rifacimento di alcune aiuole seguendo i tracciati originari dell’800 ed il recupero del viale principale. Un tempo, infatti, Villa Trabia era un orto botanico privato, rinomato in tutta Europa, con agrumeti, coltivazioni, piante esotiche e ornamentali, che gli erano valse l’appellativo di “luogo di delizie”. L’Amministrazione comunale ha effettuato lavori di risistemazione delle aiuole, ha creato un’area recintata per i cani, e sistemati i giochi per i bambini.
Per incrementare la conoscenza del verde che abbellisce i giardini storici della città, è stato realizzato un lavoro di catalogazione botanica delle piante di villa Niscemi e di villa Giulia, meta quotidiana di numerosi visitatori italiani e stranieri. Sono state sistemate circa 150 targhette identificative a villa Niscemi e 200 a villa Giulia. |
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Attenzione particolare è stata posta all’analisi delle emergenze ambientali con l’adozione di una serie di provvedimenti volti al miglioramento della qualità dell’aria e, conseguentemente, della qualità della vita e all’istituzione e alla salvaguardia di aree protette di grande impatto e valore naturalistico (Capo Gallo, Valle dell’Oreto).
Palermo ha riconquistato il prato del Foro Italico, una grande “terrazza” che ha rispolverato, dopo quasi 60 anni, quel legame tra mare e centro storico spezzato dalle vicende successive alla seconda guerra mondiale: prima il progressivo accumulo delle macerie prodotte dai bombardamenti, poi le continue occupazioni abusive dell’area. Un’autentica oasi del tempo libero che domina la scena tra il golfo e l’antico quartiere della Kalsa.
La zona denominata Case Rocca, tra lo stadio delle Palme e villa Malvagna, per anni abbandonata all’incuria si è coperta di nuovo verde con palme, oleandri, querce e rose. L’area è stata interamente risanata e valorizzata recuperando i percorsi pedonali, rifacendo le orlature in pietra lavica, realizzando nuovi spazi a verde. 

Il Giardino Inglese vede nuovamente risplendere il parco statuario, distribuito fra la villa principale e il cosiddetto parterre Garibaldi, oggi intitolato a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.