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Cultura in primo piano
La cultura, assieme agli interventi infrastrutturali ed assistenziali, è stata una delle priorità dell’Amministrazione Cammarata, con una politica volta principalmente a sostenere l’attività degli artisti locali e offrire alla città eventi nazionali ed internazionali tra i più prestigiosi. Si è puntato inoltre ad avviare numerose iniziative per valorizzare l’eccezionale patrimonio artistico ed architettonico di Palermo.
Si è, dunque, recuperata la nostra migliore tradizione, nella consapevolezza che non c’è futuro senza memoria.
E allora, se, da un lato, è stata incrementata l’attività delle istituzioni culturali municipali – dall’Archivio storico alla Biblioteca comunale, dal Museo Pitrè al Teatro Massimo – dall’altro, sono sorti nuovi importanti spazi, come quello di Montevergini e di Villa Pantelleria. E soprattutto quello del restaurato ex convento di Sant’Anna, divenuto la nuova sede della Civica galleria di Arte Moderna anche sul fronte degli eventi che sono stati molti gli appuntamenti e le manifestazioni, da quelli tradizionali a quelli varati dall’amministrazione guidata da Diego Cammarata, come Kals’art, hanno fatto conquistare a Palermo la definizione di città più cool d’Italia.
I grandi eventi
Il Festino di Santa Rosalia
Le manifestazioni in onore della Patrona, organizzate secondo la tradizione dall’Amministrazione comunale, si sono arricchite di grandi momenti spettacolari, che hanno reso la festa ancora più bella e affascinante che in passato. Nel corso delle ultime edizioni, migliaia di palermitani e turisti hanno assistito, durante la notte del 14 luglio, alla teatralizzazione delle vicende della Palermo colpita dalla terribile epidemia di peste nel 1624.
Scenografie sontuose, musiche evocative tra canti popolari e motivi colti, virtuosi ballerini, attori di grande prestigio, costumi d’epoca, un fastoso Carro trionfale, centinaia di artisti, figuranti e maestranze locali: il tutto al servizio di una drammaturgia originale che raccontava la peste a Palermo e la sua guarigione grazie al miracolo di Santa Rosalia, tra fede religiosa e mistero laico. Questo il tema conduttore delle cinque edizioni del Festino fin qui susseguitesi, ogni volta realizzate con motivi diversi.
Tutte le edizioni del Festino hanno avuto l’emozionante epilogo al Foro Italico dei tradizionali “giochi di fuoco”, “sparati” dal mare ad illuminare il cielo sopra Palermo. E tutte le edizioni hanno visto manifestazioni collaterali che hanno recuperato gli antichi triunfi e i cunti dei cantastorie, con spettacoli teatrali e musicali popolari e opera dei pupi, ispirati alle storie sulla vita di Santa Rosalia; e poi, concerti nelle chiese del centro storico, fra arte e devozione.
Le kermesse d’estate
Grande rilievo alle manifestazioni estive con spettacoli che hanno avuto ampio seguito di pubblico e visto la partecipazione di artisti di primo piano della scena nazionale ed internazionale, e dei principali attori, registi e musicisti palermitani e siciliani. Caratteristica principale delle kermesse estive è stata quella di coinvolgere i tanti spazi all’aperto della città, nel centro storico e nelle periferie.
Prima dell’ideazione di Kals’art, nel 2002 e nel 2003 le manifestazioni estive palermitane sono state, rispettivamente, “PalermoTutta” e “Teatro del Sole Festival”. Due rassegne che hanno avuto come principale obiettivo quello della “città-teatro”, portando, cioè, rappresentazioni, concerti, film e performance nel maggior numero possibile di zone di Palermo.
In “PalermoTutta” sono stati utilizzati ben 31 spazi, in centro e nelle periferie, mentre il “Teatro del Sole Festival” ha elencato ben 200 appuntamenti fra teatro, concerti, danza e cinema.
Kals’art, cultura e intrattenimento nel cuore antico della città
Kals’art, autentico fiore all’occhiello per la città, è molto più di una rassegna d’intrattenimento estivo: nelle tre edizioni (2004-2006) fin qui svolte - di cui è stato direttore artistico Davide Rampello - ha rappresentato un’occasione per scoprire luoghi della città ricchi di storia e di tradizione e alcuni fra gli angoli più suggestivi della Palermo antica. Abbandonata la tradizionale formula-contenitore della kermesse estiva, intento della manifestazione è stato quello di coniugare i cartelloni degli spettacoli (musica, teatro, cinema) con una proposta culturale di ampio respiro, volta a valorizzare un pezzo del centro storico, la Kalsa, una delle zone più ricche di testimonianze storico-artistiche della città.
Per tre anni, da luglio a settembre, l’antica cittadella araba è stata trasformata in isola pedonale, per consentire a tutti di scoprirne i tesori e realizzando, al suo interno, un vasto percorso artistico. E per oltre due mesi, il quartiere è diventato un grande museo all’aperto, uno spazio da vivere tra arte, cultura e spettacoli andati in scena negli atri degli edifici storici. Un evento, ripetuto con successo nelle tre edizioni, è stato quello di aprire musei, chiese ed edifici storici nelle ore serali, organizzando visite guidate che hanno permesso a tutti di scoprire veri e propri “gioielli” d’arte. A confermare lo straordinario successo di questa manifestazione, il pubblico che numeroso ha affollato la Kalsa per assistere agli spettacoli o anche soltanto per fare una passeggiata notturna fra i vicoli del quartiere.
Altri spettacoli estivi
Teatro di Verdura. Accanto a Kals’art, nelle estati 2004 e 2005 il Teatro di Verdura è stato lo straordinario palcoscenico di un cartellone di prestigiosi appuntamenti con alcuni fra i più bei nomi della musica, della danza, del musical e del cabaret. Ne ricordiamo i più celebri: Lou Reed, Gloria Gaynor, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Massimo Ranieri, Antonello Venditti, Francesco Cafiso, i Negrita, i Pooh, Marco Masini, Mango, i Momix, Raffaele Paganini, Laura Escalada Piazzola, Teo Teocoli, Antonio Albanese. E al Velodromo due eventi: Elton John e Claudio Baglioni.
Mondello, Sferracavallo e Monte Pellegrino. Tre siti, che d’estate si popolano di villeggianti e turisti, hanno ospitato i più noti artisti palermitani in tre diverse edizioni. Nel 2004, Cose nostre, per parlare di Palermo e dei palermitani a 360 gradi, con i nostri attori più “popolari”. L’amarcord degli anni Settanta ha contrassegnato, invece, il cartellone di “Montepellegrino - Dyane 6” (estate 2005), che per oltre due settimane ha proposto un movimentato programma di spettacoli all’insegna della Palermo di trent’anni fa. E nel 2006, nell’ambito di “Palcoscenico Palermo”, Rex Sud Festival - Meridionali: un’originale rassegna il cui tema centrale era l’emigrazione siciliana in America nei primi del ’900. Sempre nell’edizione 2006, infine, a Monte Pellegrino, cinque serate nello spazio davanti al santuario di Santa Rosalia, con concerti e degustazioni di prodotti tipici siciliani.
L’estate a Palermo 2006 è stata anche Palcoscenico Palermo - Musica e teatro nelle ville, sul mare e sul monte (direttore artistico Lollo Franco), un altro ricco contenitore di manifestazioni teatrali e musicali durate un mese e mezzo. Il Giardino della Zisa, il Parco di Villa Pantelleria, la Città dei Ragazzi, Mondello, Sferracavallo e Monte Pellegrino, dal 10 agosto al 27 settembre, hanno visto ben 90 appuntamenti: 40 spettacoli teatrali (di cui 6 dedicati ai più piccoli), 41 concerti e 9 performance fra musica e arti visive.
Le festività natalizie
Come per l’estate, anche alle festività di Natale e Capodanno si è data particolare attenzione, per rendere gli ultimi giorni dell’anno momenti di festa e di cultura. Pioggia di luminarie, archi luminosi, alberi addobbati, giocolieri e bande musicali per le strade, nel centro della città, ma luci e iniziative anche in periferia; e poi, recupero delle tradizioni popolari, concerti nelle chiese e visite negli oratori e nelle chiese decorate da Giacomo Serpotta. La “riscoperta” del geniale artista palermitano del ’700, il più grande plasticatore del Barocco europeo, è stata, infatti, l’idea portante delle festività natalizie a partire dal 2003.
Il 2006 ha coinciso con il 350° anniversario della nascita di Giacomo Serpotta (10 marzo). Per questa ragione, Palermo, la sua città, lo ha ribattezzato “anno serpottiano”: un’occasione per festeggiare il genio del ’700 artistico europeo, ma anche un’ulteriore opportunità per far conoscere ad un pubblico sempre più vasto il ricco patrimonio artistico custodito in città. Il 20 dicembre 2005 hanno preso il via gli Itinerari serpottiani, il cui obiettivo era quello di rendere fruibili per tutto l’anno venti gioielli architettonici dove si trovano capolavori dello scultore.
Le notti di Capodanno in piazza
Il 31 dicembre di ogni anno Palermo ha brindato nella tradizionale festa di fine anno, organizzata dall’Amministrazione comunale a piazza Politeama, che si conclude con musica e balli fino all’alba. A fare da madrina nella notte Capodanno che ha detto addio al 2002 e salutato il 2003, è stata Natasha Stefanenko, conduttrice della serata assieme a Teo Mammuccari, e Sasà Selvaggio. Il 2003 è terminato con l’affollatissimo concerto del cantautore Gigi D’Alessio. Il 31 dicembre 2004, la festa è culminata con il concerto di Claudio Baglioni, e sul prato di piazza Magione una grande festa “Kals’art” fino all’alba.
La notte di San Silvestro 2005 è stata dedicata alla musica e alla valorizzazione dei luoghi più suggestivi della città recuperati dall’Amministrazione comunale. Al Politeama, protagonista è stata la musica di Ron; concerto dei Tinturia nel ritrovato Giardino della Zisa, rock classico nell’atrio di palazzo Bonagia e musica ska in piazza Sant’Anna, ai Lattarini. La notte di fine 2006 è stata allietata dalla musica di Gianna Nannini.
La città-teatro
Montevergini, nascono un teatro e un nuovo festival
Una delle più importanti iniziative realizzate negli ultimi tempi è “l’invenzione” del Palermo Teatro Festival nella sede del complesso seicentesco di Santa Maria di Montevergini, diventato ormai “la casa del teatro palermitano”.
Nell’affascinante ex chiesa barocca è sorto un teatro in piena regola, il Nuovo Montevergini: qui è stata realizzata una grande “camera nera” con platea per 150 posti e palcoscenico “all’italiana”. E a fianco alla chiesa-teatro, con ingresso indipendente, in locali ex conventuali, sono stati allestiti un moderno atelier, con sala attrezzata per mostre e recital, ed uno spazio esterno semicoperto, provvisto di sedie e tavolini, come punto di ristoro, entrambi divenuti frequentatissimi punti d’incontro e d’aggregazione culturale.
Un luogo che coniuga in maniera ideale la realizzazione di un nuovo teatro con il recupero del centro storico: il complesso, infatti, s’innesta pienamente nel processo di restauro urbanistico che l’Amministrazione sta portando avanti, contribuendo all’animazione del tessuto socio-culturale del cuore antico della città.
Il Nuovo Montevergini è stato inaugurato con il Palermo Teatro Festival, una rassegna ideata da Alfio Scuderi e Sandro Tranchina, e promossa dall’Amministrazione, che ha già visto due edizioni, oltre a numerosi altri appuntamenti di spettacoli e concerti. Obiettivo: restituire stimoli e innovazione alla scena cittadina, ricca di fermenti da valorizzare, proponendo il meglio dell’emergente teatro palermitano. Ad oggi due edizioni con spettacoli dell’avanguardia artistica nazionale che hanno registrare un grande successo.
Il Nuovo Montevergini è diventato anche centro di residenza artistica, inaugurato da Emma Dante che qui ha vissuto e lavorato con la sua compagnia durante l’estate 2006 per preparare il suo ultimo spettacolo, Cani di bancata. Nell’Atelier, fra performance e recital, Philippe Daverio ha tenuto una conversazione dedicata all’autonomia dell’arte e la prima di Quattro feste disegnate, da lui stesso ideate e realizzate in collaborazione con il Dipartimento di Design dell’Università di Palermo.
“PalermoMia”, un festival dedicato al teatro di Salvo Licata
Un festival sul teatro di Salvo Licata per ricordare il drammaturgo palermitano scomparso nel 2000.
Un festival voluto dal sindaco Cammarata in omaggio ad un intellettuale, giornalista, scrittore, poeta e grande conoscitore della cultura popolare, nonché cantore della sua madre città (come Licata amava definire Palermo), ma anche come moderna riproposizione della sua eredità culturale.
La rassegna ha coinvolto attori, registi, musicisti e scenografi, quasi tutti siciliani, che hanno lavorato con Licata o che con lui si sono misurati con altre generazioni, impegnando altri attori, registi, musicisti, scenografi, tecnici, maestranze e personale che a vario titolo si sono occupati degli spettacoli e che hanno così avuto un’importante occasione di creatività, di lavoro e di crescita professionale.
In tutto, nel festival hanno lavorato circa 160 persone. Coinvolti i principali attori, registi e musicisti del teatro popolare palermitano: Luigi Maria Burruano, Toni Sperandeo, Giorgio Li Bassi, Giacomo Civiletti, Lollo Franco, Paride Benassai, Rori Quattrocchi. Organizzata dall’Associazione “Salvo Licata”, la rassegna – dal titolo “PalermoMia” – ha visto la messa in scena di alcuni suoi spettacoli tra i più significativi ed emblematici delle varie stagioni, non più rappresentati da allora.
Protocollo con i cinque “teatri d’arte”
Spettacoli, scuole di recitazione, di regia e di cunto, teatro di figura, laboratori creativi, visite guidate. Questo il fitto programma, promosso dall’Amministrazione comunale, frutto del protocollo d’intesa siglato, nell’estate 2006, dal Sindaco con i “Cinque Teatri d’Arte”: il Teatès di Michele Perriera, il Libero di Beno Mazzone, il Teatro dei Quartieri di Franco Scaldati, il Teatro dell’Opera dei pupi dei Figli d’Arte Cuticchio e il Garibaldi di Matteo Bavera.
Obiettivo dell’accordo è la diffusione e lo sviluppo della cultura teatrale, con l’intento di favorire la crescita delle professionalità locali. Un importante riconoscimento alla qualità del lavoro svolto da queste cinque strutture, che si possono considerare “storiche” per la loro lunga e meritoria attività in città.
Protocollo d'intesa con il Brass Group
L’Amministrazione comunale ha siglato un protocollo d’intesa con l’associazione siciliana per la musica del novecento Brass Group per sostenere il jazz a Palermo. Grazie all’accordo si dà, infatti, il via libera alla realizzazione del progetto didattico-concertistico "The Brass group", elaborato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e volto all’ulteriore valorizzazione degli spazi interni al complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo per tutto il 2007.
In pratica, il Brass potrà effettuare attività concertistiche e didattiche all’interno del Salone delle Arcate (cosiddetto Ridotto dello Spasimo).
La collaborazione del Comune con il Museo delle Marionette
L’Amministrazione comunale sostiene anche il Museo delle marionette “Antonio Pasqualino”. Grazie a questa collaborazione è stato possibile organizzare la mostra dal titolo “Il ritmo degli Dei – arte e tradizione in Kerala (India del Sud)”. La mostra, inaugurata a novembre 2006, ha avuto come oggetto le arti, i rituali e il teatro del Kerala. Composta da pannelli fotografici che illustrano nel dettaglio il calendario cerimoniale della regione. Le fotografie sono state scattate da Jonathan Watts, fotografo dell’Atelier di etnomusicologia del Museo etnografico di Ginevra.
L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con il Musée d’ethnographie di Ginevra e ripercorre in 60 immagini la spedizione etnografica condotta da Laurent Aubert, conservatore del Museo etnografico di Ginevra e direttore degli Ateliers d’ethnomusicologique. Aubert ha realizzato questa sua impresa nella regione indiana di Kerala, dal 1998 al 2001. La mostra era completata da 10 burattini del “Pavakathakali”, provenienti dal museo ginevrino.
Le grandi mostre
Il “Codice Resta” in mostra nella Nuova Galleria d'Arte Moderna
Dal 7 febbraio 2007 è allestita nei locali della nuova Galleria d’arte moderna di Palermo (Complesso monumentale di S. Anna) una grande mostra dal titolo “Il libro di arabeschi, disegni ritrovati di un collezionista del ’600”. Nello spazio espositivo da poco inaugurato viene esposto il celebre “Codice Resta”, recentemente restaurato presso l’Istituto nazionale per la Grafica di Roma.
Il Codice, che appartiene alla collezione della Biblioteca comunale di Palermo, è un esemplare unico, anche in relazione alle incisioni attribuite a Pietro da Cortona che sono custodite al suo interno. Il nome attribuito al Codice - composto da 240 pagine, 300 disegni e 15 stampe - nasce dagli studi dei critici, secondo i quali il volume è stato realizzato da un noto collezionista di grafica del Seicento, il padre oratoriano Sebastiano Resta. La mostra, che chiude il prossimo 6 maggio, è anche l’occasione per illustrare le fasi dell’intervento di restauro.
La Biennale di Venezia per la prima volta a Palermo
Per la prima volta nella sua storia, la Biennale di Venezia è uscita dai suoi confini lagunari ed ha scelto Palermo come sede decentrata di una sezione. Nell’ambito della X Mostra internazionale d’Architettura, la sezione, curata da Rinio Bruttomesso, è dedicata al tema delle “Città-Porto” e comprende quattro esposizioni, inaugurate il 14 ottobre, che sono state visitabili sino al 14 gennaio 2007: una è stata allestita a Palazzo Forcella-De Seta, Mappa per nuove rotte urbane, due nell’ex Deposito delle locomotive di Sant’Erasmo, Grande Sud e Palermo, Mediterraneo e la quarta alla Galleria Expa, Premio di Architettura Portus.
Fotografie, progetti, grafici, elaborati, video, pannelli di alcuni fra i migliori architetti del panorama internazionale hanno trovato un affascinante allestimento nelle tre strutture. Ripensare il porto nelle città di mare, coniugando la sua attività produttiva con la memoria storica e culturale dei centri storici, riconsiderando, così, il grande tema progettuale del cosiddetto “fronte a mare” (waterfront): questo, in sintesi, il tema generale affrontato dalla “costola” palermitana della Biennale.
Francesco Lojacono, antologica nel complesso di Sant’Anna
Prima di essere la sede definitiva della Civica Galleria d’Arte Moderna, il complesso monumentale di Sant’Anna la Misericordia ha aperto i suoi saloni per la più grande esposizione finora mai realizzata su Francesco Lojacono, il più importante e famoso pittore siciliano dell’800. A Lojacono, Palermo, sua città di nascita, ha dedicato una grande mostra – dal 1° ottobre 2005 a gennaio 2006 – con più di cento opere pittoriche provenienti da musei italiani e stranieri e da una straordinaria ricognizione nelle collezioni private.
Oltre 30 mila le presenze: un record per Palermo.
L’arte palermitana al femminile tra ’800 e ’900
Un’immersione in un universo finora inesplorato: la mostra "Nell’ombra, l’arte al femminile tra Ottocento e Novecento", svoltasi dal 28 marzo al 21 aprile 2002, alla Civica Galleria d’Arte Moderna, curata da Rosa Mastrandrea, ha visto esposte circa duecento opere di sessantasette artiste palermitane: dipinti, incisioni, sculture, libri, riviste, spartiti musicali, realizzati da donne per la maggior parte sconosciute o dimenticate, e di diversa estrazione sociale.
Uno scultore europeo fra capolavori siciliani
La mostra della prestigiosa collezione di gessi di Arturo Martini (1899-1947), uno dei più grandi scultori europei della prima metà del ’900, si è svolta tra maggio e giugno 2002 nella Gipsoteca di Palazzo Ziino. L’originalità dell’esposizione è stata data soprattutto dal suo allestimento: le opere di Martini sono state, infatti, inserite lungo il percorso dei gessi della Gipsoteca; una scelta volta a privilegiare allo stesso modo le opere in mostra e quelle della collezione permanente (opere di scultori siciliani tra ’800 e ’900).
Dixit, l’ultimo erede di una stagione felice
Un’importante mostra dedicata all’artista palermitano Michele Dixit, erede della tradizione ottocentesca siciliana, si è svolta dal 2 marzo al 5 maggio 2002 a Palazzo Ziino, curata da Marina Giordano. Nella mostra, dal titolo Ritratti 1927-1942, sono state esposte una trentina di opere, dipinti ad olio e disegni (questi ultimi inediti) del maestro scomparso qualche mese dopo.
Le visioni di Arnold Schonberg
Visioni era il titolo della mostra dedicata ad Arnold Schonberg, allestita dall’1 giugno al 31 agosto 2002 negli spazi espositivi di Palazzo Ziino. Comprendeva 64 opere, tra oli e disegni, di uno dei massimi protagonisti della musica del Novecento, ma anche squisito e inquieto pittore, provenienti dal centro “Arnold Schonberg” di Vienna.
Giorgio De Chirico: miti, enigmi, inquietudini
È stata la prima mostra che un’istituzione pubblica, a Palermo e in Sicilia, ha dedicato ad uno dei maestri del ’900 pittorico italiano ed europeo: una quarantina di capolavori di Giorgio de Chirico sono stati esposti dal 25 ottobre al 6 gennaio 2003 nelle sale espositive di Palazzo Ziino. Posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, Giorgio de Chirico. Miti, enigmi, inquietudini è stata curata da Maurizio Calvesi.
Vincenzo Florio, il gusto della modernità
"Vincenzo Florio, il gusto della modernità" era il titolo della mostra che, dal 30 maggio al 31 agosto 2003, Palermo ha dedicato a questo eclettico personaggio. Ospitata negli spazi espositivi di Palazzo Ziino ed incentrata su uno degli ultimi e più celebri esponenti della mitica famiglia palermitana dei Florio, Vincenzo junior (Palermo, 1883 - Epernay 1959), la mostra annoverava una sessantina di opere, tra oli su tela e su cartone, schizzi, tempere, disegni e documenti realizzati da Vincenzo Florio.
I paesaggi di Carlo Carrà
A fine 2003, Palazzo Ziino ha ospitato la mostra dal titolo Carlo Carrà: paesaggi. L’esposizione ha ospitato circa quarantacinque opere di uno dei maestri del ’900 italiano, scomparso nel 1966.
La mostra, curata da Sergio Troisi con la preziosa consulenza scientifica di Massimo Carrà, ha ripercorso lo svolgersi del paesaggio nella pittura di Carrà.
Il libri illustrati di Bruno Caruso
I libri di Bruno Caruso - Monografie, cataloghi, libri illustrati, cartelle con incisioni, scritti era il titolo della prima mostra antologica delle pubblicazioni del pittore siciliano.
Inaugurata a dicembre 2003 nei saloni espositivi della Civica Galleria d’Arte Moderna di via Turati, la mostra annoverava 220 libri illustrati (suoi o di altri) e 10 cartelle con opere grafiche, oltre a 10 dipinti, 50 tra disegni e acquarelli e 50 acqueforti.
In tutto 340 opere, per un avvenimento d’eccezione, un doveroso omaggio della città ad uno dei suoi artisti più rappresentativi.
I capolavori di Egon Schiele
Dal 4 giugno all’1 agosto 2004, Palazzo Ziino ha ospitato una mostra dedicata ad Egon Schiele, maestro dell’Espressionismo europeo, innovatore della poetica pittorica del ’900.
La mostra comprendeva una sessantina fra dipinti e disegni, provenienti dal Museo Leopold di Vienna, la più ampia raccolta delle opere dell’artista austriaco esistente al mondo.
Le immagini del celebre fotografo Bruce Weber
Una selezione comprendente 250 tra fotografie e gigantografie ha raccontato il rapporto più che ventennale fra il fotografo statunitense Bruce Weber e la rivista Vogue.
Intitolata Bruce Weber: My own story in Vogue, promossa in collaborazione con Vogue Italia, la mostra è stata ospitata nei saloni espositivi di Palazzo Ziino dal 3 dicembre 2004 a fine gennaio 2005.
L’universo appassionato di Totò Bonanno
La Sicilia della luce e dei colori forti, i vicoli, le case e i volti di Palermo, figure femminili di accesa sensualità, la barca come luogo della memoria e del viaggio.
Era questo, fra memoria e modernità, il cuore dell’appassionato universo pittorico di Totò Bonanno, uno dei protagonisti della pittura a Palermo nella seconda metà del ’900, scomparso nel 2002, al quale Palermo ha dedicato una bella mostra a Palazzo Ziino, svoltasi da metà maggio ai primi di luglio 2005.
La terra vista dal cielo
Sono stati circa cinquecentomila i visitatori - palermitani ma anche tantissimi turisti - che hanno ammirato le splendide immagini del francese Yann Arthus-Bertrand, esposte in piazza Ruggero Settimo dal 14 aprile al 16 luglio 2006.
Un ritratto aereo del nostro pianeta in una mostra, dal titolo La terra vista dal cielo, che ha riempito l’ampio spazio davanti al Teatro Politeama, offrendo un magnifico colpo d’occhio.
Si trattava di 120 spettacolari fotografie, scattate un po’ in tutto il pianeta, riprodotte in imponenti dimensioni su 62 pannelli bifacciali, accompagnate da testi chiari e concisi sullo sviluppo sostenibile.
Al centro del piazzale è stato allestito un gigantesco planisfero calpestabile.
A fianco, un grande padiglione ha ospitato un centro d’informazione sullo sviluppo sostenibile ed un bookshop, mentre in una saletta era possibile assistere ad un video sul progetto ed il lavoro del fotografo.
La Terra vista dal cielo, esposizione di forte contenuto sociale e ambientale, oltre che artistico, è stata accessibile gratuitamente, 24 ore su 24, e illuminata di notte con un suggestivo gioco di luci.
In poco più di cinque anni, ha avuto oltre 60 milioni di visitatori in 55 Paesi di cinque continenti.
Altre mostre
L’arte di Tadeusz Kantor
Oggetti di scena, disegni e fotografie sono stati i protagonisti della mostra dedicata al grande artista e drammaturgo polacco. Il senso della vita e della morte - Tadeusz Kantor, promossa in collaborazione con il Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino”, si è svolta nella Galleria Bianca dei Cantieri Culturali alla Zisa dall’11 al 29 marzo 2004.
Le fotografie sui bombardamenti del 1943
La Biblioteca comunale, in collaborazione con le scuole cittadine, ha curato, nel 2003, la circolazione, in diversi istituti superiori di Palermo, della mostra relativa al 60° anniversario dei bombardamenti americani del 9 maggio 1943, realizzata grazie all’apporto dell’Associazione “Salvare Palermo”.
La Révolution de Palerme
La Révolution de Palerme: i luoghi della città è stato il titolo della mostra dedicata alle stereoscopie realizzate da Eugène Sevaistre, fotografo francese, durante gli eventi rivoluzionari del maggio 1860 a Palermo, quando la città divenne teatro degli scontri fra l’esercito dei napoletani e le bande guidate da Garibaldi.
L’esposizione, promossa fra maggio e giugno del 2004 dall’Archivio Storico Comunale e dall’Associazione Italia Nostra, è stata allestita a Palazzo Sclafani, sede del Comando generale della Regione Militare dell’Esercito, ed è stata organizzata nell’ambito delle celebrazioni del 143° anniversario di istituzione dell’Esercito Italiano.
Il culto ligure di Santa Rosalia
Il mare, Genova, Palermo - Il culto ligure di Santa Rosalia era il titolo della mostra itinerante, nata da una collaborazione tra Genova e Palermo, e ospitata in città nel novembre 2004.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con il Consiglio regionale della Liguria, ha testimoniato le molteplici espressioni del radicamento del culto della Santuzza in Liguria: undici pannelli su cui erano riprodotte opere dedicate a Santa Rosalia, custodite per lo più in musei e spazi espositivi in Liguria e accompagnate da una ricca documentazione storica.
Artisti contemporanei spagnoli a Sant’Eulalia
L’erede al trono di Spagna, principe Felipe, e la consorte Letizia hanno inaugurato il 5 giugno 2006 la sede palermitana dell’Istituto Cervantes (la quarta in Italia) nella restaurata chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani, alla Vucciria.
La chiesa, enclave spagnola a Palermo, di proprietà dell’Opera pia Stabilimenti spagnoli in Italia e ceduta in comodato al Comune, è stata concessa da quest’ultimo al prestigioso istituto Cervantes per le proprie finalità. La prima manifestazione è stata una mostra dal titolo Scenografie simulate: un’accurata selezione di diciassette opere di celebri artisti contemporanei spagnoli, provenienti dalla collezione d’arte contemporanea della Caja de Burgos.
Curata da Rufo Criado, direttore del centro d’arte della Caja de Burgos, l’esposizione è rimasta aperta dal 6 giugno al 30 settembre.
Una finestra aperta sull'arte dei più giovani
Il Genio di Palermo - Studi aperti degli artisti
Il “Genio di Palermo” è diventato un appuntamento biennale consolidato con l’arte contemporanea, ma anche un modo innovativo di conoscere la città attraverso la creatività dei suoi giovani artisti osservati mentre lavorano nei loro studi.
Nel 2003 e nel 2005 (quinta e sesta edizione), per una settimana, è stato allestito un percorso attraverso strade e piazze del centro storico, coinvolgendo ogni volta una trentina di artisti.
La galleria d’arte di Villa Niscemi
Con la mostra fotografica Palermo vista da Marco Glaviano, nella primavera del 2004 è stato inaugurato lo spazio espositivo di Villa Niscemi, ristrutturato e destinato ad ospitare mostre di giovani artisti emergenti.
La galleria ha ospitato le opere di quegli artisti, soprattutto giovani, che non hanno accesso agli spazi espositivi di prestigio.
L’uso della galleria è gratuito.
Le Officine dell’arte
Le officine dell’arte era il titolo dell’iniziativa che si è svolta per tutto il 2005 ai Cantieri culturali alla Zisa, con la partecipazione dei docenti e degli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo.
Questi ultimi, in collaborazione con artisti italiani e stranieri, hanno realizzato laboratori, anche in sinergia con le scuole della città.
Fra le attività, una “reinvenzione del Festino”, e cioè la libera interpretazione dei manufatti realizzati per la festa di Santa Rosalia, ma anche il “set dell’arte”, laboratori di pittura, scenografia e fotografia, aperti al pubblico, e Passport, una mostra promossa dall’Accademia delle Belle Arti e comprendente diverse installazioni, realizzate dagli allievi della stessa Accademia.
Le tradizioni popolari ed il Museo Pitrè
Numerose le mostre allestite nei locali del Museo etnografico “Pitrè”, soprattutto per valorizzare le testimonianze ivi conservate: La maiolica di Burgio dalla metà del XVI al XX (29 giugno - 15 settembre 2002); La ceramica di Collesano nelle collezioni del Museo Pitrè (10 maggio - 31 agosto 2003); Pitture su vetro. Immagini devote nelle collezioni del Museo Pitrè (20 giugno - 31 agosto 2005); Insegne di bottega dell’Esposizione nazionale di Palermo 1891-92: la collezione restaurata (10 dicembre - 27 febbraio 2005). E poi, nel corso del 2004, un ciclo di incontri sulla poesia dialettale tra ’800 e ’900, dedicati alla letteratura e alla poesia siciliana, coordinati dal professore Salvatore Di Marco.
Un corso di specializzazione in pupi e “cunti”
Ha preso il via nel 2005 il primo Corso di specializzazione in Opera dei pupi e cunto, nato dalla collaborazione tra l’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico” e l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio, con il patrocinio dell’Unesco.
Il corso è diretto da Mimmo Cuticchio e da Guido Di Palma.
Palermo capitale mediterranea del libro
Il Premio Mondello
Il “Premio Mondello - Città di Palermo” (che si svolge tra novembre e dicembre di ogni anno), in questi ultimi tempi ha accresciuto la propria fama nel panorama letterario nazionale e internazionale.
Nel 2004 ha celebrato il suo trentennale con una edizione ricca di eventi che hanno ripercorso all’indietro la sua storia.
Nelle ultime due edizioni del Premio (2005-06), promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo in collaborazione con la Fondazione Andrea Biondo e la Fondazione Banco di Sicilia, un ruolo determinate è stato svolto dagli studenti di alcune scuole palermitane, che hanno partecipato, in prima persona, in qualità di giurati.
Durante l’edizione del 2003, si è svolto il convegno dal titolo "La questione dello sperimentalismo", in occasione del quarantennale del Gruppo 63, che ha riunito a Palermo alcuni tra i fondatori del celebre “Gruppo 63”, ma anche suoi avversari storici e giovani critici letterari.
L’anno successivo, in occasione del trentennale del “Mondello”, si è, invece, tenuto il convegno sul tema Il canone oscillante: la letteratura italiana negli ultimi trent’anni, cui hanno preso parte numerosi studiosi italiani e stranieri.
L’edizione 2005 è stata arricchita dal convegno su "Poesia e politica", dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini nel trentennale dalla morte.
Mentre nel 2006, l’incontro ha avuto come tema "I nuovi scrittori e il Novecento".
Fra i premiati, si ricordano i nomi di Luciano Erba, Andrea Camilleri, Giorgio Pressburger, Giorgio Montefoschi, Giampaolo Rugarli, il poeta arabo Adonis, l’australiano Les Murray, lo svedese Per Olov Enquist, l’ungherese Magda Szabò; per il teatro, Maurizio Scaparro, Tonino Conte, Gigi Lo Cascio; e ancora, per la comunicazione, Gianni Minoli, Renzo Arbore, Bruno Vespa.
Tre mesi di invito alla lettura con “Aria di libri”
Tre mesi all’insegna del libro, per invogliare alla lettura soprattutto i più giovani. È stato questo lo spirito di Aria di libri, promossa dalla Biblioteca Comunale, che ha avuto due edizioni (2004 e 2005) in primavera.
Alla manifestazione hanno collaborato numerosi operatori culturali cittadini, scuole, editori e librai.
I tre mesi sono generalmente contrassegnati da altrettanti “movimenti”, dedicati alla poesia, alla letteratura, alla scienza, al teatro e al cinema, ciascuno dei quali comprendeva, al suo interno, numerose iniziative, fra le quali la “Giornata mondiale del libro” e la “Giornata mondiale della Poesia”, promosse dall’Unesco.
Un innovativo sistema espositivo all’Archivio storico
L’Archivio storico comunale si è dotato di un nuovo sistema espositivo permanente, che, al pari di altre analoghe istituzioni europee, allestisce un ideale percorso attraverso i documenti più significativi della storia cittadina.
Il sistema, realizzato nella Sala Almeyda, è composto da due tavoli tecnologici ricoperti da una campana di cristallo, realizzati dalla “Goppion” di Milano, ditta celebre in ambito internazionale per avere definito le strutture espositive di prestigiosi musei, fra cui il British Museum ed il Louvre.
E sempre in relazione all’Archivio storico, sono stati restaurati ventisei manoscritti, dal XV al XIX secolo, lì conservati, che si presentavano in precarie condizioni di conservazione, tali da impedirne la fruizione.
Palermo nel mondo
Un convegno per celebrare il filosofo tedesco Adorno
Fra il 24 e il 25 settembre del 2004, a Palazzo Steri si è svolto il Convegno Internazionale di studi sul pensiero di Theodor Wiesengrund Adorno, dal titolo Fuori tiro: attualità e inattualità del pensiero di Adorno.
L’iniziativa è stata un momento di confronto fra studiosi, per discutere l’eredità del filosofo tedesco.
La Palermo del Gattopardo in mostra a Parigi
La Palermo del Gattopardo conquista Parigi. Nell’autunno 2003 il “Cinema Latine” di Parigi ha ospitato la mostra La Palerme e la Sicilia du Guépard, promossa dal “Theatre des Italiéns” in collaborazione con l’Assessorato Comunale alla Cultura.
L’esposizione, curata da Caterina D’Amico e Maria Bellini, ha ripercorso le tappe salienti del film di Luchino Visconti, attraverso un’inedita documentazione fotografica, tratta dall’archivio personale del regista e conservata presso il Fondo Visconti.
“Palermo Magazine”, una rivista destinata ai turisti
È uscito a dicembre 2003 il primo numero della rivista “Palermo Magazine” diretto da Donatella Palumbo, un trimestrale elegantemente illustrato ed impaginato, firmato da scrittori, studiosi e giornalisti, destinato a promuovere l’immagine della città.
La rivista è nata con l’intento di promuovere l’immagine di Palermo presso il pubblico dei turisti e dei visitatori, che potranno conoscere così la nostra città attraverso parole ed immagini che ne raccontano la storia, le bellezze naturalistiche, il patrimonio architettonico, la gastronomia, le tradizioni popolari e le curiosità.
Ne sono usciti finora dieci numeri.
E ancora Musica, Musei, Cinema, Scienza
Weekend de charme
Musei aperti la sera dei fine-settimana, con ingresso libero e visite guidate, accompagnate da concerti ed happening musicali.
L’iniziativa, dal titolo Weekend de charme - Notti di note nei Musei di Charme, in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei siciliani, ha coinvolto per tutto il mese di aprile 2005 otto musei cittadini.
“Teatri in musica” per fruire degli spazi più belli
Tre grandi teatri aperti gratuitamente a cittadini e turisti, allo scopo di diffondere la cultura musicale e movimentare il centro città.
È stato questo l’intento del progetto Teatri in musica, avviato nel 2003 grazie alla collaborazione con il Teatro Massimo.
In ogni weekend, i teatri Massimo, Biondo e Bellini hanno aperto le loro porte, con l’orchestra, il coro ed il corpo di ballo del Massimo impegnati in concerti, recital e balletti, effettuati in diverse fasce orarie.
Una “Film commission” per agevolare le riprese in città
La “Film commission” comunale è nata per dare risposte concrete alle produzioni cinematografiche che hanno scelto la nostra città come set e che hanno la necessità di avere supporti sul territorio.
Essa ha il compito di agevolare la possibilità di effettuare riprese e offre numerosi servizi utili alla realizzazione di una pellicola: tra questi, garantisce il rilascio di permessi in tempi brevi per l’occupazione di suolo pubblico e per il parcheggio, e mette a disposizione delle produzioni cinematografiche i rapporti di convenzione stipulati dal Comune con alberghi e ristoranti.
Centinaia, in questi anni, le produzioni cinematografiche che hanno ricevuto supporto e assistenza grazie alla “Film commission”.
“Progetto Amazzone”, la scienza e il teatro contro il cancro
Una settimana di incontri, seminari e spettacoli per fare il punto sulla lotta al cancro. È questo il tema del “Progetto Amazzone”, progettata e diretta già da dieci anni da Lina Prosa e Anna Barbera.
La manifestazione vede confrontarsi ogni due anni medici, musicisti, attori teatrali, giornalisti e amministratori sul tema della lotta al cancro.
Due i piani: quello dei convegni, con luminari provenienti da ogni parte del mondo e quello degli spettacoli.
SPAZI PER LA CULTURA
Negli ultimi cinque anni i palermitani hanno riscoperto e visto rinascere spazi monumentali e architetture industriali il cui recupero ha aperto suggestivi scenari nella vita culturale della città.
Per il Sindaco Cammarata si è trattato di un impegno prioritario.
Con un finanziamento complessivo di 40 milioni di euro, sono stati portati a termine e avviati interventi per restaurare o rimettere a nuovo sia edifici storici che ex opifici dimessi, con un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio edilizio, le collezioni d’arte e quelle documentali, ma anche creare nuovi luoghi per la musica, il teatro e le arti visive.
Complesso monumentale di Sant’Anna
Il recupero storico-architettonico del complesso monumentale di Sant’Anna alla Misericordia, portato a termine nell’autunno 2005, rappresenta il più grande intervento di restauro nel centro storico di Palermo, dal dopoguerra a oggi.
Il gruppo edilizio, formato dal quattrocentesco palazzo Bonet e dall’adiacente Convento Francescano, di origine seicentesca, è diventato il più importante polo museale comunale: è la nuova sede della Civica Galleria d’arte moderna “ Empedocle Restivo”, la cui collezione è stata ospitata “provvisoriamente”per ben 100 anni nell’ elegante ridotto del Teatro Politeama.
Il nuovo spazio museale è stato inaugurato il 2 dicembre 2006.
Quello nato fra le architetture del Sant’Anna è a tutti gli effetti un nuovo luogo-simbolo della cultura: tre piani e oltre 4.700 metri quadrati di superficie complessiva, mettendo insieme ambienti interni ed esterni (fra questi, lo splendido chiostro del convento rimesso a nuovo), ma, quel che più conta, 759 metri lineari di pareti utilizzabili nei 29 saloni espositivi, cioè più del triplo rispetto a quelli disponibili nei saloni del ridotto del Politeama.
Una straordinaria vetrina per la ricca collezione di dipinti e sculture che ripercorre gli sviluppi delle arti figurative in Sicilia fra il tardo Settecento e i primi del Novecento (con opere, fra l’altro, di Carrà, Catti, Lojacono, Leto, Rutelli, Guttuso, Ximenes, De Maria Bergler, Sironi, Sciuti, Ugo e Civiletti).
L’intervento di recupero, con alcune variazioni rispetto al progetto originario, ha permesso di realizzare, fra l’altro, sale per mostre temporanee, una biblioteca, un bookshop ed una caffetteria.
Nel corso dei lavori, sono stati restaurati lo scalone monumentale, i solai in legno, le superfici affrescate e le murature. Recuperato anche il corpo di fabbrica destinato a caffetteria.
Sono stati realizzati, inoltre, gli impianti indispensabili per il funzionamento del museo e per la buona conservazione delle opere (tutte apparecchiature “nascoste” in apposite nicchie o sottotraccia, per non pregiudicare l’impatto estetico).
Fra gli elementi-chiave, l’apparato di illuminotecnica, formato, in ogni sala, da faretti montati su binari elettrificati, che potranno essere mossi per proiettare la luce su dipinti e sculture in base alle esigenze espositive.
Installati anche gli impianti idrico e antincendio, con relative centraline, quello elettrico per la produzione, trasformazione e distribuzione di energia, e quelli di climatizzazione, antintrusione, di videocontrollo e di diffusione sonora, oltre a due nuovi ascensori e ad una scala per il collegamento fra i tre piani.
L’opera di recupero è stata eseguita in circa tre anni, con un appalto partito nei primi mesi del 2002.
Un primo intervento di restauro si era concluso nel gennaio del 2000 ed aveva riguardato soprattutto palazzo Bonet, con l’eliminazione di tutte le sovrastrutture che avvolgevano il complesso monumentale.
Ubicato nel cuore del centro storico, dove sorge l’antico mercato dei Lattarini, il Complesso di Sant’ Anna alla Misericordia conserva tuttora i connotati dell’ architettura residenziale di fine ‘400, in stile gotico-catalano, con alcune bifore rimesse in luce (palazzo Bonet) e di una residenza conventuale seicentesca, che si articola attorno ad un magnifico chiostro con colonne in marmo grigio e arcate a tutto sesto, preceduto da un bel portale d’ingresso, d’impronta manierista, dei primi del ‘600.
Palazzo Bonagia
Un tesoro dell’architettura settecentesca ritrovato e restituito alla città. Palazzo Bonagia, cimelio barocco e prezioso tassello della città antica, nel cuore della Kalsa, è “riemerso” da un passato di inenarrabili vicissitudini, con le sue ferite ma con uno splendore ancora vivo nei resti dell’atrio e della scalinata ornamentale. Uno scenario inedito acquisito alla vita culturale palermitana, un colpo d’occhio straordinario soprattutto con l’illuminazione serale.
“Dimenticato” troppo a lungo dietro le quinte della via Alloro, che un tempo era luogo elettivo delle dimore nobiliari, lo storico edificio, appartenuto agli Stella e ai Valguarnera, duchi di Castel di Mirto e baroni di Bonagia, è stato restituito alla città grazie ai lavori di bonifica e di sistemazione portati a termine in meno di un mese nell’estate 2004.
Dopo i gravi danni subiti coi bombardamenti del ’43, l’immobile era rimasto pressoché inutilizzato (vi operò, ma non ufficialmente, soltanto una ditta produttrice di accessori per prefabbricati).
Poi, all’inizio degli anni Ottanta, si registrò un nuovo crollo, che rese le strutture definitivamente inagibili.
In virtù di un protocollo d’intesa siglato con l’Azienda Ospedaliera Civico, attuale proprietaria dell’immobile, il Comune si è assicurato la possibilità di utilizzare l’area per cinque anni, per spettacoli e altre iniziative culturali.
L’ambientazione, tutta “en plein air”, ha come cornice la corte esterna, debitamente ripulita da sterpaglie e detriti. Duecento i posti a sedere in platea. A fare da quinta scenografica è la doppia scalinata in marmo rosso che, proprio in fondo all’atrio, preannunciava lo sfarzo dei saloni interni.
L’intervento per rendere fruibile l’atrio di Palazzo Bonagia ha interessato una superficie complessiva di 650 metri quadrati ed è stato realizzato col sostegno di uno sponsor privato.
In una prima fase dei lavori, l’area è stata bonificata, col contestuale riordino di numerosi reperti lapidei. Di particolare rilievo anche le opere conservative realizzate nella scalinata: le parti marmoree sono state puntellate con piccoli telai d’acciaio e neoprene, che hanno preso il posto dei tubi d’acciaio installati in passato, assicurando un risultato migliore anche sotto il profilo estetico.
Inoltre sono state colmate e rivestite, con tutina e calce del tipo Lafarge, le cavità createsi col tempo nei gradoni di marmo rosso.
La platea, il palcoscenico e i corridoi per l’accesso al cortile e alla zona dei servizi sono stati realizzati posizionando speciali pedane in legno “galleggianti” (cioè rialzate rispetto al terreno).
L’impianto di illuminazione conta oltre 75 punti luce.
Ex deposito delle locomotive
Un’architettura rinata, un caso esemplare di riqualificazione del territorio proprio là dove per lunghi anni il degrado ambientale aveva spadroneggiato.
Più che una scoperta, forse, l’ex Deposito Locomotive di Sant’ Erasmo, in via Messina Marine, può essere considerato una conquista: i lavori di ristrutturazione, ne hanno totalmente cambiato il volto, trasformandolo, da rudere inservibile che era, in spazio polifunzionale al servizio della cultura ( concerti, mostre,lunge bar, etc.).
L’origine dell’ ex Deposito Locomotive risale alla fine dell’ Ottocento ed è legata alla costruzione della linea ferroviaria a scartamento ridotto Palermo-Corleone, il cui tratto Palermo Villafrati fu attivato nel giugno del 1886, pochi giorni dopo l’inaugurazione della Stazione Centrale.
È probabile che il grande padiglione abbia avuto, in alcuni periodi, una doppia destinazione: scalo merci e stazione passeggeri, oltre che deposito delle locomotive.
Pare, inoltre, che la stazione di Sant’Erasmo comprendesse anche altre costruzioni, poi andate distrutte: un fabbricato viaggiatori, un magazzino merci e un piano caricatore al coperto, tutti ubicati sulla sponda opposta del fiume Oreto.
Suggestiva testimonianza di archeologia industriale, l’ex deposito è stato recuperato dopo quasi sette anni di tormentate vicende burocratiche. Sono stati effettuati lavori di consolidamento e restauro delle strutture in ferro e in ghisa e si è provveduto anche alla realizzazione di nuovi elementi in muratura.
La struttura interna del corpo centrale, che porta i segni di varie trasformazioni subite nel tempo, si distingue per un particolare sistema di pilastri e capitelli.
L’ambiente interno è sovrastato da un originale trama di capriate in acciaio. Caratteristiche anche le colonne in ghisa, tutte riallineate e rimesse a nuovo, e la pavimentazione dell’area esterna antistante, in lastroni di marmo Billiemi.
Recupero del Complesso Monumentale Montevergini
Un luogo magnifico uscito dal dimenticatoio, recuperato e trasformato in un nuovo spazio per la cultura (il 10 luglio 2005 l’inaugurazione). È il Complesso Monumentale di Montevergini, che comprende un’ampia parte conventuale d’origine quattrocentesca, completamente ristrutturata e rinnovata, e la chiesa vera e propria, edificata nel 1687, oggetto di un recupero conservativo (il restauro delle opere d’arte rientrerà in un progetto successivo).
Nella parte conventuale hanno trovato sede l’Atelier Montevergini, una sorta di lounge bar con spazi espositivi, e soprattutto una residenza per gli artisti che ha anche dato vita alla sua prima produzione teatrale.
Nella chiesa, invece, è stato allestito un vero e proprio spazio per rappresentazioni teatrali e concerti, con l’inserimento di un ring per l’acustica, dell’impianto luci e della platea.
L’appalto ha riguardato principalmente il consolidamento dell’intero immobile, col ripristino degli elementi costitutivi e di finitura, oltre all’adeguamento impiantistico e tecnologico. Un edificio a due piani, ricco di ambienti e variamente articolato, con cortili e spazi esterni.
In base al progetto, “ritoccato” nel tempo con alcune varianti in corso d’opera, sono stati ridefiniti i locali col rifacimento o il ripristino delle opere in muratura (pavimenti, tetti, tramezzi), degli intonaci, e anche di porte, finestre e vetrate.
Realizzati anche i sistemi elettrico, idrico, fognario, quello di climatizzazione e le finiture necessarie.
Nella chiesa, oggetto di un restauro puramente conservativo che non ha coinvolto il corredo artistico, e così pure nell’ampia aula annessa, sono stati “ripresi” i rivestimenti in ceramica e le parti in marmo giallo e rosso (tra cui i gradini in marmo di Carrara).
L’interno della chiesa è costituito da un’unica navata, alta e luminosa, preceduta da un vestibolo colonnato, le cui vele mantengono gli ariosi affreschi di Guglielmo Borremans, raffiguranti le Allegorie della Virtù.
Nel soffitto si sono mantenuti rilevanti brani di altri splendidi affreschi di Borremans, con la Gloria dell’Ordine francescano, entro le riquadrature architettoniche eseguite da Vito Amico e Giovan Battista Cascione.
Villa Pantelleria
Dove c’era la mafia reciteranno i detenuti. Un’enorme area a verde sequestrata a Cosa nostra è diventata luogo di riscatto sociale.
L’area è quella di Villa Pantelleria, una delle più belle residenze estive settecentesche della nobiltà palermitana nella piana dei Colli, che negli anni Novanta corse il rischio di essere spazzata via per fare spazio a tre giganteschi palazzi: questa era l’idea di un costruttore poi definitivamente condannato per associazione mafiosa.
Per Villa Pantelleria oggi c’è una nuova vita, certamente più consona ai tempi, nel segno della legalità e della fruizione pubblica: vi opera l’Associazione “Il teatro per la libertà” (concessionaria per sei anni), che ne ha fatto sede estiva delle sue iniziative culturali con i detenuti e gli ex detenuti del carcere di Pagliarelli.
Un’attività che l’associazione con la sua Compagnia Pagliarelli svolge da otto anni, compiendo un prezioso lavoro per il reinserimento sociale di chi ha scontato la pena.
Villa Pantelleria, immobile confiscato alla mafia, è stata assegnata al Comune di Palermo nel secondo semestre del 2003. l’Amministrazione ha effettuato gli interventi necessari per la sicurezza, per eliminare il degrado in cui versava, ha posto i sigilli alla casena e ha bonificato l’area dai detriti, sistemando piante e panchine.
Ne è nato un laboratorio teatrale permanente all’esterno di Pagliarelli per una ventina di ex detenuti e per attuali detenuti che possono usufruire del beneficio di essere “affidati” all’esterno.
La villa, inoltre, ha ospitato spettacoli dell’estate palermitana ed è aperta per consentire a bambini e anziani, residenti e non, di respirare in un’oasi verde libera dal cemento di viale Strasburgo e di usufruire delle attività di gioco, animazione e intrattenimento portate avanti dall’ associazione.
L’area, circa 20 mila metri quadrati di superficie, comprende lo spazio antistante e retrostante la casena: parte di quel che resta del grande parco della villa, con alcuni alberi, palme e vegetazione.
Restauro della Biblioteca comunale
Conclusi a luglio del 2005 i lavori di restauro della Biblioteca comunale (piazza Casa Professa) e dell’annessa ex chiesa di San Michele Arcangelo (d’origine normanna).
Nel complesso monumentale è stato eseguito un recupero funzionale, grazie al quale gli antichi locali che ospitano la Biblioteca sono stati valorizzati anche sotto il profilo storico-architettonico.
I lavori hanno interessato tutto il corpo edilizio della Biblioteca, compreso il chiostro e i saloni interni.
È stato fatto un generale consolidamento della struttura, e i restauri hanno consentito la messa in sicurezza dell’attigua chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, con la sistemazione della pavimentazione.
La Biblioteca comunale, ricca di oltre 330 mila volumi, nacque nel 1760 e dal 1775 occupa alcune splendide fabbriche seicentesche della Casa Professa dei Gesuiti.
La necessità di ingrandirsi portò il Comune ad acquistare nel 1870 l’attigua ex chiesa di San Michele Arcangelo, risalente ad età normanna e nel periodo dei lavori di restauro, trasformata in sala di lettura della Biblioteca.
A fianco sorgono i resti della chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano (già San Leonardo), risalente al 1149 e rinnovata nel 1629.
Archivio Storico comunale
I lavori per il restauro dell’Archivio storico hanno restituito alla città una preziosa collezione documentaria che va dalla fine del Duecento al Novecento.
Il complesso di San Nicolò da Tolentino, nel cuore di quello che un tempo era il quartiere ebraico, cominciò nel 1866 ad accogliere gli atti che riguardavano la città, fino ad allora conservati presso il municipio.
La vastità della documentazione indusse il governo municipale a conferire all’architetto Giuseppe Damiani Almeyda, nel 1881, l’incarico di progettare l’ampliamento della struttura.
Ne nacque un complesso monumentale di grande interesse, nel quale spicca l’Aula Grande, il cui perimetro è attraversato da grandi scaffalature in legno e da ballatoi ai quali si accede attraverso una scala a chiocciola.
La collezione, aperta al pubblico, comprende bandi, privilegi, pareri, atti amministrativi, finanziari e contabili.
Tra i documenti più preziosi c’è il cosiddetto Tabulario, che comprende decine di pergamene sfuggite al saccheggio del palazzo pretorio durante i moti rivoluzionari del 1866.
Nell’ Archivio storico è custodita anche la serie completa degli Atti del Senato, quella dei Consigli civici, i Cerimoniali (resoconti di feste, funzioni solenni e sedute accademiche) e i bandi, paragonabili alle attuali ordinanze.
Il restauro ha riguardato l’intero complesso monumentale, inclusi i corpi di fabbrica aggiunti a inizio Novecento. Sono stati rimessi a nuovo gli intonaci, in parte rifatti secondo le stesse tecniche di Almeyda.
Restaurate con cura, seguendo le antiche tecniche artigianali, anche le parti in legno, gravemente danneggiate dall’umidità.
Nelle sale Almeyda, Rettangolare e dei Lucernali sono state anche ripristinate le originarie forme di climatizzazione, attraverso appositi impianti che controllano l’umidità e regolano la temperatura.
I restauri, inoltre, hanno permesso di fare alcune scoperte: tra queste, una scala del convento dei frati agostiniani e alcune colonne che erano state inglobate nella struttura muraria dell’edificio.
Museo etnografico “Giuseppe Pitrè”
Nell’edificio un tempo annesso alla Palazzina Cinese, oggi sede del Museo etnografico “Giuseppe Pitrè”, da oltre un anno e mezzo si lavora per il rifacimento degli impianti di riscaldamento, condizionamento, idrici, elettrici, telefonici, televisivi e radiotelefonici.
Previsto, inoltre, il restauro delle superfici decorate e dei beni mobili di interesse storico ed artistico.
La struttura sarà adeguata alle norme in materia di sicurezza. Il progetto comprende anche la sistemazione delle partizioni e delle finiture interne, degli intonaci, degli infissi esterni, della pavimentazione e dei tetti.
Nel corso dei lavori sono stati riscoperti i locali di un’antica cucina posta al servizio della deliziosa costruzione che l’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia aveva realizzato nella riserva reale del parco della Favorita alla fine del ‘700 per il re Ferdinando di Borbone, rifugiatosi da Napoli a Palermo dopo la proclamazione della Repubblica Partenopea.
Nel plesso dei servizi stavano anche gli alloggi della servitù, la rimessa, la stalla e la cantina sotterranea con ingresso da una botola.
Il museo, fondato nel 1910 dal grande demologo palermitano Giuseppe Pitrè, raccoglie oltre 4.000 oggetti provenienti da diverse zone della Sicilia, 3.500 tra fotografie, diapositive e stampe, e più di 24.000 volumi conservati nella biblioteca specializzata, tra cui non poche cinquecentine, manoscritti e testi rari.
Scuola Nazionale di Cinema
Avviati nell’ottobre 2005 i lavori per realizzare, all’interno dei Cantieri culturali alla Zisa, una sede distaccata della Scuola nazionale di cinema. Prevista la ristrutturazione di tre disastrati padiglioni (quasi 5 mila metri quadrati in tutto) nell’ex complesso industriale che fino agli anni Sessanta fu sede delle officine Ducrot.
L’intervento trae origine da un protocollo d’intesa siglato dal Comune, dalla Fondazione Scuola nazionale di cinema e dalla Regione.
Appena le nuove strutture saranno pronte per l’uso (realizzarle, appunto, è l’impegno assunto dell’Amministrazione comunale), toccherà alla Regione e alla fondazione Scuola nazionale di cinema completare l’iter per far partire le attività didattiche (l’accordo comprende un Dipartimento Documentario, un Archivio Regionale, Un Laboratorio Sperimentale del Cinema e dell’ Audiovisivo e delle Nuove Tecnologie).
Nel capannone 6 sono previste due aule per l’attività didattica, un teatro di posa per riprese cinematografiche, una sala visione, una sala cinematografica per la proiezione di pellicole 16 e 35 millimetri, un laboratorio fotografico, un’aula di informatica, un’aula magna e una caffetteria, oltre a servizi e spazi per uffici.
Nell’ambito della ristrutturazione si conserveranno gli elementi d’appoggio, come i muri perimetrali e i mattoni di cotto, mentre le parti non recuperabili, tra cui le capriate e la copertura, verranno sostituite. Saranno creati, inoltre, soppalchi e locali interrati.
Peculiarità principale sarà la corte interna: una sorta di piazza con una copertura di tipo vetro-metallico a forma piramidale, completamente trasparente.
Lo spazio interno sarà una rivisitazione in chiave moderna del giardino arabo, con due alberi di arancio amaro disposti simmetricamente e una sorta di peschiera che, convogliando l’acqua in uno stretto canale, si estenderà fino al centro della piazza.
Per quanto riguarda il padiglione 16, al cui interno sono previste una sala cinematografica con 480 posti e una sala multimediale, si farà un recupero strutturale completo, con la realizzazione ex novo di un corpo annesso, non verranno modificati, comunque, i tratti geometrici dell’edificio.
Saranno i materiali a sottolineare i profili tecnologici dell’intervento: l’allestimento della sala proiezioni sarà scandito da travi in acciaio che resteranno a vista, le pareti interne saranno rivestite, fino a una certa altezza, con pannelli fonoassorbenti, anche le apparecchiature per la diffusione saranno a vista, in tipico stile high tech.
Infine, il capannone 15 sarà rimesso a nuovo e ospiterà otto ambienti destinati a botteghe artigiane che svolgeranno attività connesse a quelle della scuola.
I locali saranno idonei anche alla realizzazione di laboratori: sartoriali, di pittura,disegno, ceramica o scultura.
I padiglioni avranno impianti idrico, fognario e di sicurezza.
Museo Euromediterraneo delle Arti Contemporanee
Una nuova vetrina per le tendenze artistiche del nostro tempo. Un altro capannone dei Cantieri culturali alla Zisa ha iniziato, nel maggio 2006, il cammino verso il pieno recupero strutturale: è il padiglione 19 (quasi 2000 metri quadrati di superficie), nel quale sono stati avviati i lavori per creare il Museo Euromediterraneo delle Arti Contemporanee.
Il progetto tiene conto, innanzitutto, dell’esigenza di mantenere l’involucro esterno, per non modificarne l’attuale profilo estetico.
Per quanto riguarda gli interni, motivo dominante è la ridefinizione degli spazi con l’inserimento di tecnologie e di materiali necessari sia per le mostre che per altri eventi legati alle arti visive.
Una volta ristrutturato, il padiglione potrà essere anche suddiviso in più ambienti, in modo che sia possibile articolare i percorsi espositivi.
L’allestimento dei saloni per le esposizioni sarà improntato per una massima flessibilità e fungibilità degli spazi, con attrezzature mobili (pannelli, pedane e supporti) per la sistemazione di quadri, sculture o installazioni e per lo svolgimento di mostre multimediali.
Prevista anche una sala per proiezioni e conferenze.
L’impiego della tecnologia contribuirà ad assicurare funzionalità e comfort. L’impianto elettrico e il circuito per la canalizzazione dei flussi d’aria, per esempio, si svilupperanno sotto traccia nella pavimentazione e nelle pareti. Le pareti, inoltre, avranno uno speciale rivestimento per l’isolamento termico e all’interno, un sistema di camere d’aria come terminale dell’impianto di climatizzazione, collegato a tre unità di controllo.
L’edificio sarà dotato di servizi igienici.
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