| Discorso di Diego Cammarata per l’apertura della campagna elettorale per le amministrative 2007 |
|
Sabato 24 marzo 2007. "Oggi mi ritrovo qui al Teatro Politeama dove 5 anni fa presentammo tutti insieme la mia candidatura. Mi ritrovo con il gruppo di allora arricchito dalla presenza di nuovi amici e nuove forze politiche che accrescono il patrimonio di un’alleanza forte e coesa che mi ha consentito di governare Palermo con onestà, con efficienza raggiungendo risultati che hanno cambiato il volto di questa città. Allora ero emozionato e felice per una candidatura che mi inorgogliva e che rappresentava per me una sfida personale e politica. Oggi sono altrettanto emozionato ma più felice perché ho la possibilità di raccontarvi una Palermo che è diversa da quella di 5 anni fa e una Palermo che sarà diversa tra 5 anni di quella di oggi perché avrà completato quel percorso che abbiamo disegnato nel 2001. Qualcuno mi ha chiesto in queste settimane che tipo di avversario avrei voluto per questa seconda sfida. Il centro sinistra ha scelto per noi il candidato ideale per questo confronto. Certo, so anche che in questa campagna elettorale dovrò fronteggiare tante falsità ma sarà anche un modo per confrontarsi sui valori: l’onestà, la correttezza, la responsabilità e soprattutto la verità. La verità affermata dai fatti. Ed è proprio con la verità, state tranquilli, che conquisteremo il voto dei Palermitani. Metteremo a confronto 15 anni di chiacchiere e di promesse, 15 anni di niente con 5 anni di risultati concreti e visibili. Metteremo a confronto due Palermo: una triste, buia che aveva quasi paura di mostrarsi e una Palermo viva, vitale, ricca di aneliti e che ha voglia di investire sulle sue potenzialità e sul suo futuro. Due città con concezioni diverse dove in una la città era lo strumento del sindaco e nell’altra il sindaco è lo strumento della città e ancora dove in una la città era a servizio del sindaco e nell’altra il sindaco è invece a servizio della città. Io in questi 5 anni mi sono sentito uno strumento di questa città, io in questi 5 anni mi sono sentito al servizio di questa città. Io in questi 5 anni ho scelto Palermo. In questi 5 anni ho anteposto Palermo e l’amore per questa città alla mia ambizione personale. Scegliere Palermo significa dedicarsi anima e corpo alla città, lavorare per il suo sviluppo, lavorare per la sua immagine, lavorare per fare emergere la sua identità. Palermo è una città straordinaria, bella, colta, ricca di un patrimonio storico, monumentale e artistico che non ha pari nel mondo. Palermo è un teatro a cielo aperto. Palermo non aveva bisogno di promesse e di speranze. Aveva bisogno di cultura di governo, aveva bisogno di quello che la Casa delle Libertà e i suoi alleati rappresentano, il rispetto della democrazia e della libertà, dell’impegno per uno sviluppo economico che segnasse la crescita sociale della nostra città, che puntasse sulla famiglia, sui giovani, sui nostri valori. Scegliere Palermo ha significato per me ridare al tempo il suo giusto valore: il tempo era un nemico di Palermo e dei Palermitani che lo vedevano passare (un tempo fatto non solo di mesi, ma più spesso di anni) senza che nulla cambiasse: cantieri mai aperti, opere mai programmate, progetti mai commissionati. Il tempo è stato invece in questi anni il nostro migliore alleato e questo perché ne abbiamo fatto un valore, perché abbiamo rispettato ogni scadenza, ogni appuntamento. In questi cinque anni abbiamo realizzato alcune opere di cui i Palermitani avevano a volte sentito parlare senza però mai vederne l’avvio. Potremmo fare un elenco di opere lungo, lunghissimo di cui possiamo andare orgogliosi ma quello che è utile sottolineare è invece il metodo di governo, la nostra cultura dell’amministrare che ci ha consentito di raggiungere questi traguardi. Un metodo di governo improntato al pragmatismo e all’efficienza ma anche alla trasparenza e alla legalità. Quella legalità per la quale tutti dovremmo lottare senza contrapposizioni schierati sul medesimo fronte. Perché dall’altra parte c’è invece la mafia, il malaffare, l’illegalità manifesta o latente. Insomma, tutto ciò che deve essere rifiutato e considerato, quello si, l’avversario, il nemico da abbattere. E’ questo che è stato alla base di ogni nostra scelta. In una città dove i bisogni sono numerosi, forti le richieste, numerosissime le emergenze che abbiamo trovato e con cui abbiamo dovuto confrontarci, siamo riusciti ad imporre il rispetto delle regole e l’eliminazione di ogni forma di discrezionalità e di abuso. Soprattutto sul fronte delle politiche sociali, dove più numerose sono le richieste siamo riusciti ad intervenire con rigore ed equità. Abbiamo voluto dare regole e certezze, abbiamo voluto far valere il rispetto dei diritti chiedendo ai nostri concittadini il riconoscimento e la condivisione dei doveri. E’ per questo che oggi possiamo parlare di un Patto Sociale da stringere con i Palermitani, un Patto grazie al quale potremo continuare lungo la strada intrapresa e che ci condurrà, nei prossimi cinque anni, a fare di Palermo una grande metropoli europea. Tutti insieme, perché la nostra forza è proprio nella compattezza della nostra coalizione. Una compattezza ed una lealtà che i nostri avversari non conoscono, divisi come sono da profonde lacerazioni, come del resto quotidianamente dimostra il governo nazionale e la maggioranza che lo sostiene. Da cinque anni sono il sindaco di Palermo. Ho governato la città tenendo sempre in conto che protagonista di questa esperienza doveva essere la città ed i suoi cittadini, Palermo ed i palermitani. Ho lavorato quotidianamente, avendovi al fianco - esponenti di partito, assessori, consiglieri comunali, presidenti e consiglieri di circoscrizione, deputati regionali e nazionali – tutti insieme consapevoli che il nostro dovere era ed è guardare agli interessi della nostra città. Gli interessi della nostra città che erano tutelati, salvaguardati e protetti come fossero propri quando a governare l’Italia c’erano la Casa delle Libertà e il Presidente Berlusconi. Interessi, aspettative e diritti che oggi vengono prevaricati e calpestati da un governo e da un presidente del consiglio quale è Prodi che ha dimostrato di infischiarsene del Mezzogiorno, della Sicilia e di Palermo. Di questo Presidente del Consiglio è degno compare e amico il mio avversario in queste elezioni. In questi cinque anni abbiamo lavorato sodo senza sterili suggestioni ma forti invece di un progetto, di un programma, della voglia, della passione ma anche della capacità di sostenere l’impegno assunto. Il bilancio che presentiamo alla città mi rende soddisfatto ma non certamente appagato. Molte altre cose restano da fare perché in questa città nulla era stato fatto per molti, troppi anni. Tutti anni che Orlando ha lasciato trascorrere invano senza neppure affrontare e meno che mai risolvere i problemi della città. Quello che abbiamo fatto in questi anni, di cui i Palermitani hanno ormai acquisito la consapevolezza e perciò stesso rappresenta per loro ormai un patrimonio acquisito, deve servire solo per capire quello di cui siamo capaci. Non dobbiamo pensare neanche un momento che quello che abbiamo fatto ci da diritto ad avere il voto dei palermitani senza dare loro la certezza che i prossimi 5 anni saranno ancora più carichi di impegni e risultati. Il nostro lavoro deve essere il nostro testimonial per tutto quello che vogliamo fare nei prossimi 5 anni. Orlando in 15 anni con la sua politica ha fatto solo acqua, noi invece in 5 anni l’acqua l’abbiamo portata nelle case dei Palermitani. Abbiamo trovato una città con i Silos per le strade e la gente che raccoglieva l’acqua con i bidoni. Soltanto il 15% del territorio comunale aveva l’acqua ogni giorno, e oggi ce l’ha il 75%. Nei prossimi 5 anni, io vi garantisco, che tutte le case dei Palermitani avranno l’acqua 24 ore su 24. Abbiamo realizzato 80 ettari di verde in più in questi 5 anni diventando la terza città d’Italia per incremento di verde. Io non mi accontento: nei prossimi 5 anni questa città sarà la più verde d’Italia. Abbiamo aperto il cantiere dei Tram, realizzato il sottopasso di via Leonardo Da Vinci e nei prossimi giorni apriremo il cantiere per il sottopasso di via Perpignano. Nei prossimi 5 anni Palermo avrà i Tram e la Metroferrovia funzionanti. Apriremo il cantiere del Passante e della Metropolitana leggera automatica. In questi 5 anni abbiamo stabilizzato oltre il 50% del bacino del precariato senza crearne uno di più. Nei prossimi 5 anni stabilizzeremo ogni lavoratore precario in servizio nella nostra amministrazione dandogli la dignità e la certezza che per troppo tempo gli è stata negata e della quale ha invece diritto. Palermo ha ora il diritto di pensare in grande, di essere vista come quella grande capitale che Palermo è. Capitale dell’autonomia siciliana, capitale dell’identità siciliana, capitale delle politiche comunitarie di sviluppo, partner e leader della Regione nella governance della programmazione comunitaria. Quello che ci proponiamo per i prossimi 5 anni è una vera e sana crescita dell’economia senza la quale non sarà possibile soddisfare le legittime aspettative dei nostri giovani che devono potere trovare lavoro nella nostra città senza dovere intraprendere il doloroso percorso dell’emigrazione. È un impegno che assumo con i nostri giovani, con le loro famiglie, con l’intera città. Forte di un risultato che in questi 5 anni ha visto crescere, grazie al nostro lavoro, l’occupazione in città. E questo con buona pace di qualsiasi sistema di rilevazione che l’Istat possa usare. E’ innanzitutto il mio impegno e vi terrò fede con tutta la passione e la caparbietà, di cui sono capace. Abbiamo dimostrato in questi anni di essere una grande coalizione, forti di una cultura di governo che ha saputo prevalere sulle mille difficoltà che abbiamo incontrato. Abbiamo immaginato, disegnato, dato vita ad una città nuova, migliore, cresciuta e viva. In questi 5 anni abbiamo rimesso in movimento una città, abbiamo illuminato con il nostro lavoro e il nostro impegno l’intera Palermo. Alle prossime elezioni i cittadini di Palermo dovranno decidere se continuare a tenere accese le luci sull’intera città o accendere un unico riflettore su una sola persona e la sua ambizione personale. Nei prossimi 5 anni voglio continuare ad essere quello che sono stato in questi 5 anni. Un Sindaco presente ma non invadente, un Sindaco che ha la coscienza e la responsabilità del proprio ruolo. Questo significa: un passo avanti la mia città, un passo indietro il suo Sindaco." Questo è il discorso tenuto da Diego Cammarata in un teatro Politeama gremito in ogni ordine di posti. Alla convention c’erano il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, il presidente della Provincia e commissario provinciale di Forza Italia a Palermo Francesco Musotto, il coordinatore regionale di Forza Italia, Angelino Alfano, il coordinatore regionale dell’Udc, Saverio Romano, il senatore Giovanni Pistorio dell’Mpa, Giampiero Cannella segretario provinciale di An e vicesindaco, il senatore Carlo Vizzini, Francesco Tanasi dei Consumatori italiani, i deputati Enrico La Loggia e Pippo Fallica e il senatore Salvatore Ferrigno dei Popolari italiani in Europa. Presenti anche numerosi deputati regionali, gli assessori della giunta, i consiglieri comunali, i presidenti e consiglieri di circoscrizione, consiglieri e assessori provinciali, i coordinatori cittadini e provinciali dei partiti della coalizione. In platea, in prima fila, anche Gioela Vicari, la ragazza affetta da una rara malattia genetica a cui l’amministrazione Cammarata in questi anni ha assicurato un sostegno economico per effettuare diversi e costosi interventi chirurgici negli Stati Uniti. A sostegno della candidatura del sindaco Cammarata ci sono finora tredici liste a cui probabilmente se ne aggiungeranno altre: Azzurri per Palermo Cammarata sindaco, Forza Italia, Alleanza nazionale, Udc, Mpa, Nuova Sicilia, Vizzini per Palermo, Donne di Centro, Francesco Tanasi Consumatori italiani, Mis, Autonomia e Libertà, Movimento nazionale siciliano, Palermo per l’Autonomia. |

