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ACQUA
La crisi idrica? E' acqua passata
Dopo decenni di gravi difficoltà nell’approvvigionamento di uno dei beni essenziali per il vivere civile, è stato finalmente risolto il problema dell’acqua a Palermo che da sempre aveva rappresentato un gravissimo elemento di crisi, a volte drammatica, che nell’estate del 2002 si era aggravata a tal punto da indurre il governo nazionale a dichiarare lo stato di emergenza.
Un problema considerato prioritario dal sindaco Cammarata che fin dall’inizio ha deciso di evitare provvedimenti temporanei puntando invece a risolvere la questione definitivamente mettendo al lavoro, Comune ed Amap e realizzando, con l’indispensabile supporto della Regione, interventi tali da rendere la crisi idrica un lontano ricordo.
Grazie alla realizzazione di due maxi condotte che trasportano sino a 1,400 litri di acqua al secondo ed al completamento di sei sottoreti con i relativi allacci alla città di Palermo è garantito l’arrivo dell’acqua, sempre, in quasi tutta la città.
Realizzate due maxi condotte
Palermo, grazie a questi interventi, ha definitivamente voltato pagina.
L’acqua scorre, ventiquattro ore su ventiquattro, dai rubinetti del 75 per cento delle abitazioni mentre nel 2001 si approvvigionava ininterrottamente appena il 15 per cento della popolazione.
La situazione è molto migliorata anche nelle restanti zone della città e in alcuni quartieri periferici l’acqua adesso arriva a giorni alterni anche per 8 ore al giorno mentre prima i turni erano di diversi giorni.
Il primo importante risultato raggiunto porta la data del 21 settembre 2002.
L’allora presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, taglia il nastro di un’opera portata a termine in appena 45 giorni, un record in campo nazionale: una nuova condotta, lunga 16 chilometri, che convoglia le acque della diga Rosamarina Est al potabilizzatore Imera, nel comune di Scillato.
Un intervento che porta nei serbatoi della città da 350 a 400 litri al secondo, in un momento in cui la disponibilità di acqua era al minimo storico.
Del gennaio 2003 è l’apertura di un altro grande cantiere: quello per convogliare le acque provenienti dall’adduttore Rosamarina Ovest al potabilizzatore di Risalaimi. Anche stavolta i lavori, eseguiti con il coinvolgimento del Genio Militare, si sono conclusi in tempi brevissimi, sei mesi dopo il loro inizio.
La condotta è un’opera strategica in quanto permette di trasportare sino a mille litri di acqua al secondo da destinare al consumo della città.
Contemporaneamente sono andati avanti i cantieri per il completamento delle sottoreti e degli allacci ai condomini.
Le nuove tubazioni hanno sostituito quelle vecchie, realizzate cinquant’anni fa e ridotte a un colabrodo. Complessivamente sono stati realizzati 418 chilometri di nuova rete che serve oltre il 60 per cento della città, esattamente circa 435 mila cittadini.
RETI IDRICHE
Reti idriche in nuove aree residenziali
Sono stati realizzati nel settembre 2006, dopo circa un anno di lavori, 8.000 metri di condutture per estendere la fornitura idrica ad alcune aree residenziali di recente formazione, per un totale di 415 famiglie. L’installazione dei nuovi impianti ha riguardato diversi quartieri della città comprendendo, oltre alle tubazioni principali, anche i rami secondari di allacciamento alle singole abitazioni.
In particolare, le nuove reti idriche sono state installate nelle zone di via Messina Marine (200 abitazioni, anche in strade secondarie al confine con Ficarazzi), San Filippo Neri-Pallavicino (100 nuclei abitativi, distribuiti fra la via Lanza di Scalea e le strade secondarie), Borgo Molara nei pressi della via Altofonte (circa 40 utenze), San Lorenzo-Tommaso Natale e Partanna Mondello (oltre 60 utenze) e, infine, due strade nel quartiere Stazione, in prossimità di piazza Guadagna (15 utenze).
San Filippo Neri (lotto “San Pietro”)
Realizzata nel 2006 la rete idrica nel lotto 683 (denominato “San Pietro”) del quartiere San Filippo Neri: 1.200 metri di condutture per fare arrivare l’acqua corrente in 316 abitazioni.
Inclusa nel progetto l’installazione degli allacci alle singole abitazioni, dei pozzetti e di varie apparecchiature accessorie, tra cui i contatori, per garantire la fornitura a 23 palazzine, tutte di recente costruzione e precedentemente non allacciate alla rete Amap, nell’area compresa fra le vie Patti, Smith, Mormino e Zappa.
Per l’approvvigionamento idrico, in mancanza del collegamento alla rete idrica, gli inquilini di questi immobili si erano serviti di impianti allestiti in proprio e ormai vetusti.
Mondello e Partanna
Iniziata nel 2006 l’installazione di oltre 7.000 metri di condutture per dotare la rete idrica di Mondello e Partanna Mondello di un nuovo asse portante.
Prevista anche la predisposizione di circa 300 allacci alle abitazioni private. Si tratta di un importante tassello del piano per risanare il sistema di distribuzione dell’acqua nella principale borgata marinara della città, con l’obiettivo di eliminare le perdite in rete e di servire le zone finora non allacciate.
Il progetto si articola in tre fasi: la revisione delle tubature per lo smistamento dal serbatoio “Gallo”, con un nuovo collegamento al collettore della vicina via Partanna Mondello; l’installazione di nuove condutture in via Partanna Mondello, via Mondello, via Iandolino e via Carbone; e ancora, la posa di nuove tubazioni in viale Principe di Scalea, in viale Margherita di Savoia e in via Mater Dolorosa, con allacci alle singole abitazioni.
Le sottoreti nei quartieri periferici
L’azione dell’Amministrazione e dell’Amap è andata avanti, anche rivolta al completamento del rifacimento delle altre sottoreti. Sono già pronti i progetti che interessano quelle che serviranno le borgate di Villagrazia-Falsomiele-Aquino, Boccadifalco-Baida, Brancaccio-Romagnolo, Villa Adriana.
Ulteriori interventi di ampliamento della rete idrica sono previsti a Settecannoli, San Lorenzo, Cruillas e Pagliarelli.
Realizzati sei nuovi serbatoi
Nel novembre del 2004 è stato, inoltre, completato un altro grande lavoro per la costruzione di sei nuovi serbatoi con le relative condotte di adduzione e distribuzione: due nel quartiere di Villagrazia, due a Boccadifalco, uno a servizio della sottorete Calatafimi-Rocca ed uno a Villa Adriana.
METANO
Arriva il metano in 27 mila case
Avviata la terza fase della metanizzazione che porterà il gas naturale soprattutto nei quartieri periferici della città su preciso impulso del sindaco Cammarata.
Amg Energia sta completando la rete principale del metano, la rete di media pressione e quella di distribuzione, in molte zone che finora sono servite solo in parte dal gas o sono del tutto sprovviste del servizio, e lungo la fascia costiera che va da Sferracavallo all’Arenella.
Le zone interessate sono quelle di Brancaccio, Pomara, Belmonte Chiavelli, Santa Maria di Gesù, Altofonte, Borgo Molara, Boccadifalco, Baida, Uditore, Borgo Vecchio, Pallavicino, Cardillo, Tommaso Natale, Sferracavallo, Valdesi, Mondello, Partanna Mondello, Addaura, Vergine Maria, Arenella e infine la zona compresa tra corso Calatafimi e via Pitré, via Castellana e via Ugo La Malfa.
Con la terza fase della metanizzazione si sta realizzando anche una nuova cabina di primo salto nella zona di Bellolampo: sarà un nuovo punto di ingresso del metano in città, in aggiunta a quello che si trova in località Casuzze, che renderà il servizio più flessibile ed efficiente.
In programma la realizzazione di 100 nuovi chilometri di rete, si prevede di allacciare ventisettemila nuove utenze che potranno utilizzare il gas naturale sia per la cottura dei cibi che per il riscaldamento.
E’ stato anche realizzato, parallelamente ai lavori della terza fase di metanizzazione, un progetto da 266 mila euro con cui è stata completata la rete del metano nel centro storico, colmando i “buchi” lasciati precedentemente.
RETI FOGNARIE
Nuove reti fognarie per disinquinare il mare
Oltre 48 chilometri di collettori fognari installati, 14 attualmente in fase di completamento e gare d’appalto già avviate per affidare la realizzazione di altri 25 chilometri di rete.
Ed ancora: opere portate a termine e lavori in corso per far arrivare agli impianti di depurazione gli scarichi di quasi 190 mila abitanti, e procedure di gara attivate per regolarizzare gli scarichi di altri 320 mila abitanti.
È la fotografia dell’avanzato stato d’attuazione del piano da circa 160 milioni di euro varato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Cammarata per potenziare la rete cittadina di smaltimento dei liquami.
Ed è, soprattutto, la ricetta per il disinquinamento delle acque del golfo, presupposto fondamentale per il risanamento ambientale della costa: obiettivi che per la prima volta nella storia della città diventano realtà concreta.
Si tratta di interventi poco visibili ma che hanno un ruolo ed un valore fondamentale per un moderno sviluppo della città e per una migliore qualità della vita dei cittadini.
L’obiettivo finale è fare sì che Palermo possa godere appieno della sua più straordinaria risorsa, il mare, che ormai da decenni a causa dell’inquinamento cui nessuno si era posto il problema di porre rimedio è fruibile soltanto per brevi tratti dei complessivi trenta chilometri di litorale.
Una situazione causata dal degrado in cui versa da troppo tempo la costa e dal cronico inquinamento delle acque marine, nelle quali confluiscono gli scarichi fognari provenienti dal centro abitato (quelli di quasi 500 mila abitanti).
Il piano organico voluto dal sindaco Cammarata consentirà di restituire il mare pulito ai palermitani e di farne una leva di sviluppo attraverso turismo, investimenti e nuove occasioni di lavoro.
Opere realizzate
Ampliamento della rete fognaria di Mondello (Mondello e Partanna)
Centrato a febbraio 2005 un obiettivo di grande importanza: è stato realizzato, infatti, il primo ampliamento della rete fognaria di Mondello, Addaura e Partanna Mondello, con 45 chilometri di collettori, 1.305 allacciamenti alle abitazioni private e circa 150 strade interessate.
Un’opera fondamentale per mantenere il mare pulito, per prevenire gli allagamenti nelle strade in caso di pioggia e per eliminare scarichi abusivi di acque nere nel canale “Ferro di cavallo”, condotta nata per il deflusso delle sole acque bianche.
L’intervento, appaltato negli anni ’90, ha reso necessaria una modifica progettuale in corso d’opera nel 2003, grazie alla quale i lavori sono ripresi dopo un lungo stop.
Il progetto curato dal Comune è andato di pari passo con l’appalto gestito dal Commissario delegato per la tutela delle acque in Sicilia per la realizzazione di gran parte dei rami di collegamento alle singole unità immobiliari (1.200 su 1.305).
Importo complessivo: 16 milioni di euro
Potenziamento dell’impianto di sollevamento di Valdesi (Mondello)
Completato nell’aprile 2006 (i lavori erano stati avviati l’anno precedente) il potenziamento dell’impianto di sollevamento di Valdesi, fondamentale tassello nel piano di ampliamento del sistema fognario di Mondello e dell’Addaura: con quest’opera tutti i liquami immessi nella nuova rete, realizzata precedentemente, verranno pompati verso il depuratore.
Per adeguarlo alla maggiore portata idrica, l’impianto è stato dotato di nuove apparecchiature elettromeccaniche che ne hanno più che triplicato la capacità: si è passati da 60 a 209 litri al secondo.
Importo complessivo: 475 mila euro
Fognature delle vie Cassaro Bonanno e Conte Federico (Ciaculli)
Nel gennaio 2006, in via Cassaro Bonanno e in via Conte Federico, nella zona di Ciaculli-Brancaccio, è stato realizzato un nuovo collettore per acque nere (cantiere avviato nell’ottobre del 2004).
La conduttura, che si sviluppa per 1.800 metri, servirà a migliorare la vivibilità e a porre fine a una situazione molto precaria dal punto di vista igienico: numerose famiglie della zona, per molto tempo, sono state costrette a convivere con cattivi odori e altri disagi legati al mancato smaltimento dei reflui.
Importo complessivo: 1,3 milioni di euro
Fognature del rione Marinella (Tommaso Natale)
In alcune strade del rione Marinella (le vie Verne, Fucini e London) è stato realizzato, nel gennaio 2006, l’allaccio fognario (150 metri di condutture) necessario per eliminare scarichi a cielo aperto che da molto tempo compromettevano le condizioni igieniche nella zona e creavano grandi disagi ai residenti.
Importo complessivo: 80 mila euro
Fognature di via Aquino Molara (Mezzomonreale)
Realizzato nel marzo 2004 il prolungamento della fognatura per allacciare alla rete di smaltimento le abitazioni di via Aquino Molara (l’appalto era stato aggiudicato nel 2003).
Il collettore si sviluppa per quasi 900 metri dall’incrocio con via Dirillo fino alla stradella Galati.
Importo complessivo: 300 mila euro
Fognatura di via Fondo Vitale (Altarello)
Con un appalto assegnato nel 2004, è stata realizzata in via Fondo Vitale la nuova fognatura necessaria per eliminare alcuni scarichi a cielo aperto provenienti da un intero isolato, nel quale vivono oltre centocinquanta famiglie (lavori finiti nel gennaio 2006).
È stato installato un nuovo collettore a sistema misto, lungo 300 metri, per allacciare le abitazioni della zona alla rete per lo smaltimento dei liquami.
Importo complessivo: 146 mila euro
Interventi in corso
630 allacciamenti fognari a Mondello e all’Addaura (Mondello e Partanna)
Da giugno 2006 si stanno realizzando a Mondello e a Partanna altre 630 condutture secondarie per consentire l’immissione delle acque nere, provenienti dalle abitazioni, nella nuova rete fognaria completata nel 2005.
Una trentina, in tutto, le strade interessate dai lavori.
Importo complessivo: 1,9 milioni di euro
Bonifica del canale Ferro di cavallo (Mondello e Partanna)
Appaltati nel febbraio 2006 progettazione esecutiva e lavori per la completa bonifica del canale “Ferro di cavallo” a Mondello, fondamentale valvola di sfogo per le acque piovane la cui portata si è più che dimezzata, nel corso dei decenni, per la sedimentazione dei detriti lungo le pareti interne.
È il primo intervento di questo tipo nei circa cento anni di vita del “Ferro di cavallo” (in passato era stata fatta solo manutenzione ordinaria).
La pulizia del canale “Ferro di cavallo”, lungo 2.700 metri, sarà effettuata direttamente dalla superficie nei punti in cui è possibile scavare e poi richiudere, e con l’ausilio di mezzi anfibi dove è necessario lavorare dall’interno del condotto.
Importo complessivo: 4,9 milioni di euro
Collettore Sud-orientale (Uditore, Noce, Zisa e Oreto-Stazione)
Si sta costruendo da maggio del 2005 la parte mancante (circa 3 chilometri) della maxi-conduttura che garantirà lo smaltimento di 70 mila litri di reflui al secondo.
Il collettore Sud-orientale, lasciato incompiuto nel ’93, sarà la spina dorsale dell’intero sistema fognario cittadino: contribuirà in modo determinante a migliorare, in una vasta area di Palermo, lo smaltimento delle acque nere (cosa fondamentale anche per il disinquinamento del golfo) e di quelle piovane (stop agli allagamenti nelle strade).
Il condotto avrà un’ampiezza paragonabile a quella di una galleria stradale: in certi tratti il diametro sarà di circa 5 metri.
Importo complessivo: 31 milioni di euro
Rete fognaria di via Messina Montagne, corso dei Mille e Guarnaschelli (Brancaccio)
Nella zona di via Messina Montagne, corso dei Mille e via Guarnaschelli, con l’interessamento di alcune strade secondarie, sta per essere completata la realizzazione di 5 chilometri di collettori per convogliare al depuratore i liquami di circa 7 mila abitanti e migliorare il deflusso delle acque bianche (lavori iniziati nell’ottobre 2004).
Importo complessivo: 7,8 milioni di euro
Disinquinamento della Cala (Tribunali-Castellammare)
Sono nella fase conclusiva i lavori per la realizzazione di un nuovo sistema fognario per depurare le acque della Cala dagli scarichi di circa 180 mila abitanti, che da decenni finiscono in mare.
Il progetto si articola in tre parti fondamentali: un nuovo collettore, lungo 1.000 metri e denominato “Cala”; un impianto di sollevamento interrato di fronte a Porta Felice, per la raccolta e il pompaggio dei reflui provenienti dal collettore; 3.000 metri di condotta premente per portare le acque nere dall’impianto di sollevamento verso il depuratore di Acqua dei Corsari.
Importo complessivo: 14 milioni di euro
Collettore di Brancaccio per le acque bianche (Brancaccio)
Da settembre 2006 è aperto il cantiere per la realizzazione di una conduttura per il deflusso delle acque piovane nel tratto di via Brancaccio che va da via della Concordia a piazza Ponte Ammiraglio.
Prevista la posa di un collettore lungo 1.300 metri e di una vasca di decantazione con una capacità di circa 600 metri cubi. L’opera risolverà il problema degli allagamenti nella via Brancaccio in caso di pioggia.
Importo complessivo: 5,5 milioni di euro
Fognatura di via Fondo Badame (Villa Tasca)
In via Fondo Badame, nei pressi di via Altofonte, si sta realizzando, dal settembre 2006, un nuovo collettore fognario lungo un chilometro con i relativi allacciamenti alle abitazioni (sono circa 900 i residenti interessati) e una conduttura per portare gli scarichi verso l’impianto di depurazione.
Importo complessivo: 573 mila euro
Gare d’appalto in corso
Disinquinamento del tratto Acquasanta - Porto - Oreto (Arenella, Vergine Maria, Montepellegrino, Libertà, Politeama, Malaspina, Palagonia e Passo di Rigano)
Assegnato nel marzo 2007 l’appalto per la progettazione esecutiva e la realizzazione del sistema Acquasanta-Porto-Oreto, che sarà un altro cardine della nuova rete fognaria per il disinquinamento del mare.
Il progetto prevede un maxi-impianto con 6.000 metri di nuove condutture per regolarizzare i liquami di 320 mila abitanti che da decenni si riversano nelle acque della Cala.
Si tratta degli scarichi provenienti da una vasta area centro-occidentale della città.
L’intervento comprende l’adeguamento dell’impianto di sollevamento già esistente nell’area dei cantieri navali; una “condotta premente” dal porto a via Turati; la realizzazione del collettore “Sturzo”, che si svilupperà sotto le vie Roma e Cavour per allacciarsi, poi al collettore Cala; e, infine, il potenziamento dell’impianto di sollevamento di Porta Felice (se ne raddoppierà la portata) e il raddoppio della “condotta premente” da Porta Felice al collettore Sud-orientale.
Prevista anche una nuova vasca per la raccolta delle acque bianche.
Importo complessivo: 24,6 milioni di euro
Rete fognaria Arenella - Vergine Maria (Arenella e Vergine Maria)
Bandita nell’ottobre 2006 la gara d’appalto per un altro intervento-chiave per il disinquinamento della costa: prevede la realizzazione di 12 chilometri di condutture per le acque nere, 7 per il deflusso delle acque piovane e 3 apparecchiature elettromeccaniche per il pompaggio dei liquami verso il depuratore.
L’intervento permetterà di regolarizzare gli scarichi di 9.500 abitanti dei quartieri Arenella e Vergine Maria che attualmente finiscono in mare.
Importo complessivo: 9,5 milioni di euro
Fognatura di via Diaz (Settecannoli)
In via Diaz si realizzeranno nuove condutture per raccogliere i liquami provenienti dal collettore di via Giafar, a monte della ferrovia, attraverso un pozzetto che dividerà le acque nere da quelle bianche facendole scorrere separatamente.
I reflui saranno così convogliati nella fognatura a sistema separato di via Messina Marine. Progetto definitivo approvato nel settembre 2005 (da definire quello esecutivo).
Importo complessivo: 1,3 milioni di euro
Fognatura di via Altofonte (Mezzomonreale e Villa Tasca)
Ultimata la progettazione di una nuova fognatura a sistema separato in via Altofonte, nel tratto che va da via Ponte delle Grazie a via Villagrazia, e un impianto di sollevamento nei pressi del fiume Oreto.
Già pronto il bando di gara da pubblicare per appaltare i lavori.
Importo complessivo: 2 milioni di euro
Progettazioni in corso
Fognatura di via Messina Marine (Oreto e Settecannoli)
Quest’opera impedirà che le acque nere si riversino in mare miscelate a quelle piovane, come invece avviene attualmente in tre diversi punti di scarico.
Il progetto definitivo, approvato nel settembre 2005 (da definire quello esecutivo), prevede l’installazione lungo via Messina Marine, dal fiume Oreto a piazzetta Sperone, di due collettori separati per acque nere e acque piovane, per un totale di 6.300 metri di nuove condutture; una doppia condotta in pressione (altri 900 metri) lungo la via Amedeo d’Aosta; un impianto di sollevamento in via Messina Marine, nella zona di Romagnolo; altri 800 metri di condutture per acque miste in viale dei Picciotti e via ST 16.
Importo complessivo: 11 milioni di euro
Collettore Nord-occidentale (Pallavicino, Tommaso Natale, Partanna e Mondello)
Si tratta di un intervento fondamentale per assicurare il deflusso delle acque piovane, che attualmente gravano sul depuratore di Fondo Verde e ne penalizzano la funzione di smaltimento delle acque nere.
Pronto il progetto preliminare (al vaglio dei tecnici comunali lo studio d’impatto ambientale elaborato ad hoc dall’Università).
Importo complessivo: 17 milioni di euro
Fognature di Tommaso Natale e Sferracavallo (Tommaso Natale)
Il progetto, di cui gli allacci fognari realizzati a Marinella rappresentano uno stralcio, servirà per dotare la zona di una nuova rete di smaltimento delle acque nere, finora mancante. In corso la progettazione esecutiva.
Importo complessivo: 3 milioni di euro
RIQUALIFICAZIONI
Il recupero della città antica
Nel quinquennio 2002-2006 il centro storico di Palermo ha vissuto un periodo di grande rinascita architettonica e di risveglio culturale. Un cammino scandito dalle tappe del piano di risanamento portato avanti dall’Amministrazione comunale, che ha permesso di valorizzare il patrimonio edilizio non soltanto col recupero di numerosi palazzi monumentali, di antiche strutture conventuali e dei giardini storici, ma anche attraverso l’apertura di nuovi scenari per attività culturali, spettacoli e di spazi per lo svago e il tempo libero.
Oltre alle opere di restauro curate dall’Amministrazione, il vasto programma di interventi comprende gli aiuti finanziari (426 milioni di euro l’impegno complessivo) ai privati interessati a ristrutturare.
E i frutti di questa azione combinata sono evidenti. Sono stati riportati all’antico splendore numerosi immobili di pregio e sono tornati a vivere suggestivi spazi en plein air.
Cittadini e imprese, inoltre, si sono fatti avanti in numero sempre maggiore per ristrutturare palazzi privati, proprio perché stimolati dal processo di riqualificazione che ha coinvolto ampie zone della città vecchia e innanzitutto il quartiere Kalsa, dal 2004 suggestivo palcoscenico dell’inedita rassegna estiva “Kals’art”.
A parte i molti spazi dedicati alla cultura, e in quel capitolo ricompresi dal complesso Monumentale di Sant’Anna a palazzo Bonagia dal complesso di Montevergini e alle ville storiche, molti altri sono i palazzi e gli edifici ritornati all’antica bellezza grazie agli interventi messi a punto ed attuati in questi ultimi cinque anni.
Palazzo Galletti
Eredità medievale, memoria del Rinascimento, specchio dei fasti nobiliari della Palermo settecentesca e ottocentesca. Palazzo Galletti, storico immobile che prospetta su piazza Marina con la sua caratteristica facciata a torre merlata in stile neo-gotico, è un po’ di tutto questo.
Una sorta di complessa architettura a strati, un “collage” di tre unità edilizie (l’accorpamento fu voluto dalla famiglia Galletti alla fine dell’Ottocento) in cui è possibile riconoscere i segni di diverse epoche.
Segni, oggi finalmente apprezzabili, grazie al restauro portato a termine dall’Amministrazione comunale dopo quasi quattro anni di lavori (i lavori sono iniziati a fine settembre del 2002).
Complessivamente, le superfici interessate superano i 2.500 metri quadrati, distribuiti su cinque piani (31 gli ambienti, tra saloni e spazi di servizio). L’intervento ha consentito di consolidare e restaurare l’edificio, la cui destinazione d’uso è da definire, e anche di dotarlo dei vari impianti tecnologici.
I lavori hanno riguardato il restauro e l’adeguamento funzionale dell’immobile.
L’ex convento di San Biagio
Un’importante testimonianza architettonica della Palermo medievale tornata a vivere dopo un restauro durato quasi quattro anni. È l’ex convento di San Biagio, alle spalle del Cassaro, complesso edilizio monumentale il cui recupero si è concluso nell’ottobre 2006.
L’ex convento di San Biagio, il cui primo nucleo fu edificato alla fine del Quattrocento, faceva parte, un tempo, del monastero di Santa Maria di Montevergini.
Dopo la soppressione delle corporazioni religiose, rientrò fra i beni statali e fu destinato ad altri usi: ospitò, infatti, uffici della pretura urbana, istituzioni scolastiche e anche una tipografia.
Il totale delle superfici interne è di circa 1.000 metri quadrati, distribuiti in 41 ambienti (compresi i locali di servizio) e in tre piani (uno a raso e due sopraelevati).
Il recupero, iniziato nell’ottobre 2002, ha riguardato il completo ripristino della struttura originaria, che è stata rimessa a nuovo e liberata da alcune murature sovrapposte.
Realizzati anche tutti gli impianti tecnologici. In particolare, i prospetti esterni sono stati riportati alla luce con le loro antiche trame architettoniche.
Palazzo Natale di Monterosato
Concluso nel settembre 2006, dopo circa tre anni di lavori, il restauro del Palazzo Tommaso Natale di Monterosato, edificato all’inizio del Settecento sulla attuale via Garibaldi (l’antica strada di Porta Termini).
Il generale stato di degrado del palazzo, sottolineato da parziali crolli, ha condotto ad un radicale intervento di consolidamento delle strutture ed in parte ad un loro rifacimento.
L’intervento di recupero ha puntato al restauro e al ripristino funzionale dell’immobile, che è stato dotato anche degli impianti tecnologici.
Sono stati rimessi a nuovo, oltre agli apparati decorativi, le strutture, i collegamenti verticali, le coperture, gli intonaci, gli infissi, le pavimentazioni e gli impianti.
Il parco archeologico del Castello a mare
Cantiere al via per il Castello a mare, complesso architettonico tra i più antichi e suggestivi della città.
L’obiettivo è creare un parco archeologico intorno a questo prezioso frammento di storia, incastonato fra la “vecchia” Palermo ed il suo golfo, e recuperare il “dialogo” tra l’area delle rovine e il mare.
A fine settembre 2006 la formale consegna delle aree all’impresa appaltatrice. L’opera di recupero punta a far riemergere, con un’apposita campagna di scavi, i resti delle strutture murarie del maschio arabo, già parzialmente visibili. Saranno restaurate le parti superstiti e si ripristinerà anche la vista sul mare, con l’eliminazione di alcuni capannoni industriali.
La parte su strada sarà configurata a raso per non nascondere i reperti archeologici.
A lavori conclusi, riemergeranno tutti gli elementi dell’antico insediamento e l’originaria sagoma del porto.
Sarà creata anche una passeggiata a mare, che contribuirà a valorizzare il rapporto fra il panorama costiero e la suggestiva cornice della città vecchia.
Il parco del Castello a mare rappresenterà, inoltre, lo spunto per creare un percorso didattico guidato, con strumenti di orientamento su base informatica e postazioni informative lungo il percorso che sarà realizzato all’interno del complesso monumentale.
Il giardino di Piazza Fonderia
Uno spazio verde attrezzato come trait d’union tra il parco del Castello a mare e la cortina edilizia del centro storico. Sono stati appaltati nel 2006 i lavori per realizzare in piazza della Fonderia un nuovo giardino con spazio-giochi per i più piccoli, nell’area che si affaccia sull’insenatura della Cala (circa 1.000 metri quadrati).
Il progetto prevede anche il recupero dei locali dell’ex opificio che nella prima metà del Novecento contribuì, con la lavorazione del ferro e della ghisa, allo sviluppo della città liberty.
Il giardino sarà idealmente diviso in tre parti: il prato nell’area più vicina al fronte a mare; uno spazio attrezzato nella fascia centrale, dove troveranno posto anche i giochi per bambini, la zona più interna, al servizio di un piccolo bar all’aperto. Le aiuole saranno arredate con essenze mediterranee e piante odorose. Ci saranno anche giochi d’acqua, viali pedonali e panchine.
Le opere interesseranno anche i locali dell’adiacente ex fonderia, con interventi di tipo conservativo e azioni di ripristino. Nella campata dell’ex opificio, una volta recuperata, sarà possibile allestire un caffè letterario e organizzare attività culturali.
Porta Carini
Restaurata tra marzo e ottobre 2003 l’antica Porta Carini, varco d’accesso al mercato del Capo.
È tra le più antiche della città, ma dopo essere stata edificata una prima volta intorno al 1310, e dopo essere appartenuta nella seconda metà del Settecento alle monache della Concezione, che la usarono come belvedere e luogo di ricreazione, nel 1782 fu demolita e interamente riedificata.
Da qui l’attuale aspetto senza arco, con ornamenti di pietre d’intaglio, colonne e vasi in cima alle piramidi.
L’intervento di recupero è consistito nel restauro delle superfici lapidee, degli intonaci, delle parti in pietra calcarea (vasi e cornicioni), nella riconfigurazione dei due prospetti laterali, nel rifacimento degli infissi in legno e, infine, nell’installazione di barre in acciaio per il consolidamento strutturale.
Gli obelischi marmorei in piazza Tumminello e al Foro Italico
Con un intervento di restauro conservativo, eseguito tra marzo e settembre del 2003, è stata restituita l’originaria bellezza a due obelischi marmorei, quasi identici, risalenti alla fine del XVIII secolo.
L’opera ha consentito di mettere in risalto le caratteristiche storico-artistiche dei due manufatti.
Palazzo La Rosa
Il completamento del recupero di Palazzo La Rosa, realizzato con un appalto del 2004, ha consentito di ridare splendore a un tassello importante della via Alloro, la strada delle antiche dimore nobiliari.
L’intervento ha riguardato le opere di finitura nelle parti interne dell’edificio: realizzati infissi, intonaci, impianti elettrico e di riscaldamento, mentre la prima tranche del restauro era stata portata a termine tre anni prima. I lavori hanno reso nuovamente fruibile l’immobile, che era rimasto a lungo inutilizzato.
Palazzo Gulì
Sono in dirittura d’arrivo i lavori, avviati nel novembre 2003, per il risanamento architettonico di Palazzo Gulì, la cui storia è intimamente legata a quella del Monastero di Santa Maria de Latinis (detto del Gran Cancelliere), fondato nel 1171, di cui il palazzo rappresenta la propaggine verso corso Vittorio Emanuele.
I lavori prevedono il recupero funzionale del corpo scala principale, da adeguare alle normative antincendio, mentre i maggiori interventi di ristrutturazione riguardano il piano terra (con l’ampliamento, fra l’altro, dei locali che ospitano alcuni uffici comunali).
Nel piano rialzato, le unità immobiliari saranno unificate in una sorta di “area terziaria”, sviluppando un percorso connesso al corpo scala e all’ascensore centrale. Al piano nobile si unificheranno le due grandi unità immobiliari e parte degli ambienti saranno destinati a funzioni di rappresentanza.
Previsto anche il rifacimento di tutti gli impianti tecnologici.
Ex chiesa dei santi Euno e Giuliano
Avviato nel 2006 l’intervento di recupero della ex chiesa dei Santi Euno e Giuliano, in piazza Magione.
L’obiettivo è il completo restauro sia dell’edificio che della cripta sottostante. Il progetto comprende le opere di consolidamento murale e strutturale, la copertura del tetto, la realizzazione degli infissi e l’installazione degli impianti elettrico, idrico, fognario e di climatizzazione, oltre al ripristino delle superfici decorate.
Saranno rimessi a nuovo anche la canonica e i locali a uso abitativo a cui si accede dall’ex piazza Sant’Euno.
Il complesso monumentale risale al XVII secolo e fu fondato dalla Confraternita dei Seggettieri e dei Vastasi. La chiesa, in stile barocco, è abbandonata e sconsacrata ormai da decenni.
Fu edificata fra il 1651 e il 1658 e completamente distrutta dal terremoto del 1823. In seguito venne parzialmente ristrutturata e riaperta al culto.
Ex monastero di Santa Chiara
Avviati alla fine del 2005 i lavori per la ristrutturazione dell’ex monastero di Santa Chiara, che riguardano, essenzialmente, il risanamento delle murature al piano terra e al piano superiore. Il progetto comprende l’eliminazione di alcuni tramezzi al primo piano per porre rimedio ad alcune lesioni.
Previsto, inoltre, il ripristino delle pareti che versavano in cattivo stato e di alcune pavimentazioni, oltre a uno scavo di tipo archeologico per verificare l’eventuale presenza dei resti di un muro punico.
Palazzo Tarallo
Palazzo Tarallo di Ferla - Cottone di Altamira, edificio appena restaurato, che sorge nel cuore del quartiere Albergheria, è una significativa testimonianza dell’architettura civile nobiliare “minore” sei-settecentesca.
Dal 27 marzo 2007 ospita la biblioteca e i reperti non strettamente riferibili al nucleo originario della collezione Pitrè.
Ex convento di San Francesco d’Assisi
Nell’estate 2004, dopo circa tre anni e mezzo di lavori, è stato recuperato l’ex convento di San Francesco d’Assisi, soprattutto la parte con ingresso da via del Parlamento e i locali utilizzati dall’esattoria comunale dalla fine degli anni Sessanta.
Le fabbriche restaurate sono annesse alla chiesa, che fu edificata a partire dal 1255 e poi completata nella sua nuova veste architettonica nel 1723, ad opera di Giacomo Serpotta.
Palazzo Fiumetorto
Per palazzo Fiumetorto-Giallongo, pregevole testimonianza barocca nel cuore dell’Albergheria, nel maggio 2006 è stata bandita la gara d’appalto per affidare i lavori di restauro.
Gli interventi previsti riguardano il recupero dell’immobile.
In particolare, sarà risistemato il prospetto e restituito l’aspetto originario alla scalinata e alla sua quinta scenica, formata da un sistema di arcate con architrave settecentesco e colonne.
I lavori interesseranno anche gli spazi interni, dove sono previsti il recupero delle strutture, il rifacimento dei solai e l’eliminazione totale degli elementi in muratura che non fanno parte dell’edificio originale. Saranno installati anche gli impianti elettrico, idrico, fognario e di climatizzazione.
Da recuperare anche due fabbricati minori annessi al palazzo.
Una volta restaurato, Palazzo Fiumetorto ospiterà un centro sociale, con sale destinate agli assistenti sociali, agli psicologi e agli utenti, alloggi residenziali e alcune botteghe.
Sant’Agata alla Guilla
Sono stati appaltati nel novembre 2006 i lavori per mettere in sicurezza l’ex convento di Sant’Agata alla Guilla, danneggiato dal terremoto del 6 settembre 2002.
L’obiettivo è consolidare le strutture dell’edificio monumentale, in modo da evitare che possano deteriorarsi ulteriormente. L’intervento prevede il risanamento delle murature con la sistemazione delle parti lesionate e il rifacimento dei solai in legno, delle pavimentazioni e delle coperture esterne.
Piazza Baronio Manfredi e piazza San Nicolò all’Albergheria
Via le baracche, spazio ad aiuole, alberi e posti auto.
Sono iniziati a ottobre 2006 i lavori per il recupero di piazza Baronio Manfredi e piazzetta San Nicolò all’Albergheria. L’intervento prevede l’ampliamento di piazza Baronio Manfredi, a pochi passi dall’antico mercato di Ballarò, attraverso la demolizione di alcuni manufatti abusivi, fatiscenti e pericolanti, alcuni dei quali ridotti a ruderi.
Obiettivo del progetto, oltre alla bonifica, è anche la creazione di un parcheggio con alberi e la realizzazione di un impianto di illuminazione.
Un altro fronte dei lavori è quello di piazzetta San Nicolò all’Albergheria, per la sistemazione di una parte della pavimentazione, del marciapiedi e dell’impianto di illuminazione pubblica.
Le opere previste sono state in gran parte realizzate e il parcheggio è già a disposizione di cittadini e utenti (per il completamento, manca soltanto l’impianto luci).
Edilizia residenziale pubblica
Il recupero edilizio del centro storico è servito anche a rimettere a nuovo diversi immobili a uso residenziale.
In particolare, sono stati completati nove interventi di ristrutturazione su vari isolati nei quartieri Capo e Albergheria, per un totale di 70 alloggi e 47 locali da adibire a botteghe, oltre a due ambienti per servizi di quartiere. Avviata, inoltre, la gara d’appalto per un ulteriore intervento nel rione Capo (sette alloggi e due botteghe).
Sempre al Capo, sono stati avviati i lavori per ristrutturare un immobile destinato a biblioteca di quartiere con annesso giardino.
Palazzi Caffarelli e Gambacorta
I due edifici, entrambi di origine seicentesca, sono adiacenti e si trovano tra via Alloro e piazza Marina.
Recuperati con opere di tipo conservativo, ospitano 14 alloggi e tre botteghe.
Palazzo delle Aquile
Nel corso del 2006 è stato effettuato un intervento per rimettere a nuovo alcuni solai in precarie condizioni tra il terzo e il quarto piano di Palazzo delle Aquile. Si è provveduto alla completa sostituzione delle travi lignee, alla ricostruzione della pavimentazione e dei tramezzi e al rifacimento degli impianti.
Chiesa di San Mattia e Noviziato dei Crociferi
Nel novembre 2002 è stato ultimato il recupero della chiesa e dell’ex convento del Noviziato dei Padri Crociferi, destinati rispettivamente a sala convegni e uffici.
Gli interventi hanno riguardato il consolidamento strutturale, il rifacimento di pavimentazioni, solai, pareti e grondaie, e l’installazione degli impianti tecnologici e di servizio.
Palazzo Palagonia alla Gancia
I lavori di recupero finiti nel novembre 2002 sono consistiti nel ripristino della configurazione originaria dell’immobile attraverso opere di restauro. Sono state demolite alcune sovrastrutture e riportate alla luce le residue decorazioni cinquecentesche.
L’edificio ospita uffici comunali.
Palazzo Rostagno
La ristrutturazione di Palazzo Rostagno, edificio che prospetta su piazza Marina, si è conclusa nel marzo 2002. L’edificio, di origine tardo-medievale ma rimaneggiato tra il Settecento e l’Ottocento, fu quasi interamento distrutto nel 1943 (rimase integro soltanto il portale). Sul fronte opposto alla piazza, la costruzione presenta alcuni elementi tardo-gotici. L’edificio è stato rimesso a nuovo con varie opere di restauro.
I contributi ai privati
Parallelamente al recupero edilizio portato avanti con interventi pubblici, le ristrutturazioni d’iniziativa privata hanno registrato una forte impennata a partire dal 2002.
Un riflesso dell’incremento di valore che molte zone della città antica hanno avuto grazie alle opere di recupero avviate sia sugli edifici monumentali che negli spazi all’aperto. Ma anche un risultato della semplificazione delle procedure e del ricorso sempre maggiore allo strumento del contributo economico pubblico a chi rimette a nuovo un immobile (legge regionale n. 25 del ’93).
Fino a tutto ottobre 2006, il bilancio è di 870 tra concessioni e autorizzazioni edilizie rilasciate dall’Amministrazione per interventi con e senza contributo pubblico: il 30 per cento in più rispetto al quinquennio precedente (dal ’97 al 2001 erano state 583).
E i soli cantieri per ristrutturazioni co-finanziate con fondi pubblici sono stati, dal 2002 in poi, più di cento.
L’evoluzione risulta particolarmente evidente se si focalizzano le sole concessioni rilasciate per i progetti privati con contributo pubblico (sono concessioni quei nulla osta riferiti ai lavori che comportano vere e proprie trasformazioni urbanistiche, come nuove destinazioni d’uso o suddivisioni di unità edilizie): 270 nel quinquennio 2002-2006, vale a dire quasi il triplo rispetto alle 96 registrate nel periodo ’97-2001.
Ma anche mettendo insieme interventi privati di recupero edilizio con contributo del Comune e interventi senza aiuto finanziario pubblico, l’andamento delle concessioni descrive un netto trend di crescita: il totale dal 2002 all’ottobre 2006 è di 524, contro le 240 del periodo ’97-2001. Le semplici autorizzazioni sono state, rispettivamente, 343 e 346.
Restringendo di nuovo il campo d’osservazione agli interventi privati con contributo a fondo perduto erogato dall’Amministrazione, sul totale di concessioni e autorizzazioni si osserva un complessivo incremento del 30 per cento nel quinquennio 2002-2006, che ha fatto registrare il via libera a 344 interventi, mentre in quello precedente ci si era fermati a 206 (un divario destinato ad aumentare, peraltro, nel computo definitivo ad anno concluso).
Nel 2002 e nel 2006 l’Amministrazione ha pubblicato due bandi per assegnare contributi a fondo perduto ai privati che ristrutturano nel centro storico, mettendo in palio oltre 50 milioni di euro.
Questi avvisi hanno fatto seguito ai primi quattro emanati fra il ’95 e il ’99, con 39 milioni di euro di finanziamenti per complessivi 211 interventi.
Per il quinto bando, il cui budget è di circa 31 milioni di euro, il bilancio parziale parla di 153 progetti di ristrutturazione già approvati su 156 ammessi: per 6 di questi i lavori si sono già conclusi e per altri 96 sono in corso (102, quindi, gli immobili nei quali sono stati attivati i restauri dopo il bando del 2002); per altri 22 progetti è stata già rilasciata la concessione o l’autorizzazione e si attende soltanto il primo colpo di piccone.
Nell’ambito del sesto bando, che mette in palio 20 milioni di euro ed è in piena fase istruttoria, i pretendenti sono circa 320.
I cantieri privati con contributo pubblico attualmente aperti nel centro storico sono in tutto 130, considerando anche quelli attivi nell’ambito dei primi quattro bandi.
LA RIQUALIFICAZIONE URBANA
L’Amministrazione comunale ha portato avanti un’ampia strategia per recuperare le aree degradate, farle rivivere e restituirle all’utilità collettiva. Questo è stato fatto non soltanto con moltissimi interventi mirati che, soprattutto nelle periferie, hanno consentito di trasformare in nuove villette pubbliche spazi prima abbandonati o ridotti a discarica, ma anche utilizzando gli strumenti di pianificazione e sviluppo del territorio, dando vita alla riqualificazione organica di interi quartieri particolarmente esposti al degrado.
Per questo motivo al Prusst e al Pit, i cui progetti interessano varie zone della città, sono stati affiancati piani specifici per i quartieri San Filippo Neri (ex Zen), Sperone e Borgo Nuovo.
Programmi per San Filippo Neri, Sperone e Borgo Nuovo
Circa 90 interventi di riqualificazione, raggruppati in una trentina di progetti, e quasi 76 milioni di euro, tra fondi pubblici (47,4 milioni) e privati (28,3 milioni), per creare nuovi servizi, infrastrutture e spazi pubblici attrezzati nei rioni periferici di San Filippo Neri, Borgo Nuovo e Sperone.
Lo prevede un accordo di programma siglato da Comune e Regione alla fine del 2005, che ha dato il definitivo via libera a tre grandi piani pensati per eliminare le situazioni di degrado e migliorare la vivibilità: nel caso dell’ex Zen (San Filippo Neri) si tratta di un Piano integrato di intervento (Pii), mentre gli altri due (Borgo Nuovo e Sperone) sono Programmi di recupero urbano (Pru).
La stipula dell’accordo ha reso disponibili i finanziamenti pubblici (fondi ex Gescal) che erano stati assegnati dalla Regione al Comune nell’estate del 2000. Così si è potuta avviare la stesura di tutti i progetti esecutivi, sulla base dei quali saranno appaltati i lavori. La progettazione è in stato avanzato.
Previsti, fra l’altro, giardini, spazi per lo svago e per lo sport, svincoli e collegamenti stradali, parcheggi, condutture fognarie, edifici per attività di quartiere e ricreative, insediamenti commerciali e turistico-alberghieri, centri per anziani, nuove strutture scolastiche.
In dettaglio, gli interventi pubblici previsti sono 22 per San Filippo Neri (riuniti in 14 progetti, per una spesa di 24,7 milioni di euro), 27 per lo Sperone (sei progetti – 16,6 milioni di euro) e 33 per Borgo Nuovo (cinque progetti – 6,1 milioni di euro).
L’importo complessivo finanziato, quindi, è di 47,4 milioni.
Le opere promosse dai privati con proprio investimento e inserite nell’Accordo di programma sono, invece, una a Borgo Nuovo (circa un milione di euro per un centro sportivo) e sei a San Filippo Neri: un centro medico-sportivo, un centro servizi per anziani, un albergo, una struttura commerciale-ricreativa, un impianto sportivo e un programma di edilizia sanitaria e residenziale (27,3 milioni di euro complessivi).
Questi progetti privati sono stati selezionati in seguito a un bando pubblico.
Il Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio
Il quinquennio iniziato nel 2002 ha rappresentato un autentico punto di svolta per il Prusst di Palermo (Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio), approvato tre anni prima dal Consiglio comunale e nel quale rientrano progetti per nuove opere infrastrutturali, insediamenti produttivi e servizi di utilità collettiva, spesso in variante al piano regolatore generale.
In particolare, negli ultimi cinque anni sono state convocate ed effettuate le prime sei conferenze dei servizi per l’acquisizione dei pareri relativi a una settantina di interventi, inseriti nell’elenco dei progetti promossi da privati.
Circa metà di questi sono stati portati in Consiglio comunale per l’approvazione della variante urbanistica e sono state rilasciate le prime quattro concessioni per l’avvio dei lavori.
È stato anche avviato il primo cantiere, relativo all’ampliamento di una struttura alberghiera.
Sempre fra gli interventi promossi dai privati, ne sono stati portati a termine due che non richiedevano variante urbanistica (due centri culturali all’interno dei Cantieri culturali alla Zisa).
Questa forte accelerazione data alle procedure, rimaste praticamente in stand-by nei primi tre anni di vita del Prusst, ha risvegliato l’interesse da parte dei privati, che hanno risposto, con più di cento proposte progettuali, al nuovo avviso pubblicato nel 2006 per ampliare l’elenco originario.
Importanti risultati anche sul fronte degli interventi promossi direttamente dal Comune nell’ambito del Prusst.
Tra i principali lavori portati a termine, la realizzazione del sottovia di piazza Einstein sulla circonvallazione, il restauro degli arredi d’arte di Villa Giulia, del complesso monumentale di Sant’Anna (nuova sede della civica Galleria d’arte moderna), dell’archivio storico e della biblioteca comunale.
Tra i più importanti cantieri avviati, quello per il raddoppio del Ponte Corleone (sulla circonvallazione) e per il recupero e l’allestimento di quattro capannoni delle ex Officine Ducrot, destinati al Museo euromediterraneo delle arti contemporanee e alla sede siciliana della Scuola nazionale di cinema.
Il Pit (Progetto integrato territoriale)
Un altro strumento di pianificazione, che ha dato un contributo importante al processo di riqualificazione urbana e di sviluppo, è il Progetto integrato territoriale (Pit).
Oltre a varie forme di sostegno economico al tessuto produttivo, infatti, questo programma comprende importanti opere infrastrutturali (alcune inserite anche nel Prusst).
Nel quinquennio 2002-2006 è stata portata a termine, per tutte, la progettazione esecutiva.
Inoltre, sono stati avviati diversi cantieri, alcuni dei quali già conclusi: in dettaglio, lavori completati per il restauro degli arredi d’arte di Villa Giulia e per un nuovo parcheggio con area a verde a Bonagia; cantieri in attività per il parco archeologico del Castello a mare, per un sistema di parcheggi in via Ugo La Malfa, per il Museo Euromediterraneo delle Arti Contemporanee alla Zisa e per l’Anello telematico della città (una rete di fibre ottiche grazie alla quale si potranno dare servizi al cittadino attraverso Internet); cantiere avviato per la realizzazione del Parco d’Orleans ma sospeso, quasi a metà dell’opera, in seguito a un provvedimento della prefettura nei confronti di una delle ditte appaltatrici.
Avviati anche i due lavori promossi dall’Università degli studi: la musealizzazione del complesso monumentale di Palazzo Steri (oggi sede del Rettorato) e il completamento della piscina nella Cittadella Sportiva Universitaria.
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