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COME FARE PALERMO PIÙ GRANDE
Programma di Diego Cammarata Sindaco di Palermo 2002-2007 Candidato Sindaco 2007-2012 GOVERNARE LA CRESCITA: UN PATTO PER PALERMO
Un patto sociale che coniughi diritti, doveri e sviluppo Palermo Città-regione della Sicilia. L’affermazione non si fonda sull’incidenza statistica dei principali parametri socio-economici (popolazione, reddito, superficie, diffusione delle sedi istituzionali), quanto piuttosto sulla dimensione qualitativa e sulla maggiore dinamicità che hanno caratterizzato, nell’ultimo quinquennio, la crescita della capitale della Sicilia. La Città-regione vive tuttavia la situazione, comune a gran parte dei grandi insediamenti urbani del Mezzogiorno, di trarre alimento da una grande varietà di interessi economici, culturali ed istituzionali che, però, non realizzano ancora una massa critica, idonea a caratterizzarne e qualificarne il profilo. Il capillare sistema commerciale, la rilevanza della dimensione portuale, della cantieristica e della logistica, il crescente sistema di offerta turistica, lo straordinario patrimonio storico-architettonico-culturale, la diffusa presenza di centri di eccellenza nella formazione e nella ricerca scientifico-sanitaria, il fitto reticolo di professionisti e consulenti rappresentano tutte aree di potenziale innesco di un processo forte di crescita, senza tuttavia che, una o più di queste aree, abbiano raggiunto una dimensione ed una diffusione tali da caratterizzare il processo di crescita. Sembra quindi che proprio questo debba essere l’obiettivo primario della Città-regione: affrancarsi da un modello di crescita policentrico ed aspecialistico, e sviluppare i caratteri salienti di una ben individuata strategia. Per quanto il governo della Città possa assolvere ad una funzione di orientamento sulle grandi scelte, permangono tuttavia ampi margini di autonomia in capo a Soggetti istituzionali diversi da quello propriamente comunale (Unione Europea, Stato, Regione, Provincia, Comuni di prima e seconda fascia), con i quali andrà comunque ricercato un dialogo continuo e fattivo. Ma esiste, ancor prima, un problema irrisolto di evoluzione della società palermitana verso un modello partecipato e responsabile di crescita. Palermo deve essere infatti la Città dei diritti, dei doveri e delle pari opportunità; e non sembri questa una mera affermazione di princìpi, dai contenuti più o meno indefiniti, perché ancora lunga appare la strada che separa la condizione di oggi dalla speranza di domani. Può risultare inconsueto che, nello stilare un programma di governo, si preveda, accanto alla lista degli impegni “offerti”, anche la lista degli impegni “richiesti”, ma il contratto sociale che il Sindaco uscente di Palermo propone ai Cittadini si fonda, espressamente e chiaramente, anche su questa condizione. Se infatti risulta di immediata percezione la consapevolezza dei diritti soggettivi, assai meno diffusa risulta la consapevolezza dei doveri collettivi; se cioè, tutti i Cittadini hanno diritto di fruire, ad esempio, di un efficiente servizio idrico o di raccolta dei rifiuti, assai meno radicata risulta la coscienza dei comportamenti individuali sottesi. Come del resto accade nella buona pratica delle “pari opportunità”, dove serve evitare il paradosso che si assicuri la copertura sociale del cittadino deviato e poi recuperato, e ne resti invece tacitamente escluso colui che abbia, puntualmente e correttamente, assolto agli obblighi formativi ed ai doveri della convivenza civile. In una società come quella palermitana, nella quale più forte che in altre parti del Paese si pone l’esigenza di garantire livelli minimi di assistenza a larghe fasce di popolazione, risulta più ardua la ricerca del delicato equilibrio tra l’aiuto al meno fortunato e l’impiego di porzioni troppo ampie della ricchezza collettiva, a scapito quindi dei programmi di crescita. Su questo terreno è stata davvero pesante l’eredità ricevuta cinque anni orsono; questa amministrazione, consapevole di aspettative già consolidate e della necessità di riprendere corretti processi di crescita, ha operato con grande equilibrio per uscire dal precariato e riaffidare gradualmente alle attività economiche il compito naturale di promuovere lo sviluppo. A ben vedere la linea scelta si è mossa lungo il sottile crinale tra una politica ragionata ed intelligente di welfare ed una politica anacronistica, votata alla mera assistenza attraverso la ridistribuzione delle risorse. Su di una più equilibrata combinazione di diritti e di doveri si fonda quindi la proposta di un patto sociale per Palermo, per attuare concretamente l’obiettivo della solidarietà, ma per conseguire al medesimo tempo il traguardo della crescita e dello sviluppo. Dopo avere assunto ed in buona parte soddisfatto l’impegno a dotare la Città delle necessarie infrastrutture di base (dalla regolare fornitura idrica alla metanizzazione, dalla cura del verde ai grandi sistemi di trasporto, dall’attenzione per l’ambiente alla gestione dei grandi eventi, dalla rinnovata centralità della cultura al recupero dell’immagine cittadina, dalla crescita esponenziale dei flussi turistici di qualità al contenimento della criminalità comune) è ora tempo di porre, al centro del rapporto tra la società palermitana e gli organi di governo che essa vorrà scegliere, la crescita dell’economia e con essa il recupero della dignità e del ruolo che competono alla quinta metropoli d’Italia. Senza la crescita dell’economia e senza lo sviluppo, non sarà infatti possibile soddisfare le legittime aspettative di tanti nostri giovani i quali, dopo avere beneficiato di un modello formativo di eccellenza, debbono, anche nelle espressioni migliori, intraprendere il sofferto percorso dell’emigrazione, dando vita ad una insostenibile perdita di capitale sociale. La conseguenza ultima è di mantenere in loco i costi sociali e familiari del loro addestramento e della loro formazione, ed offrire invece ad altri territori l’opportunità di metterne a profitto i saperi. Questo impegno dobbiamo ai nostri giovani, questo dobbiamo a noi stessi, alla nostra storia, ad un futuro che non si chiami solo rimpianto. La condizione di Palermo, come del resto quella dell’intero Mezzogiorno, non consente tuttavia di affidare la logica della crescita esclusivamente al libero mercato. Occorre un intervento che consenta di far sì che – a fronte della ricchezza che ne produce altra – non vi sia una sacca di grandi povertà che si vanno allargando, distaccandosi sempre di più dal processo di sviluppo. In altre parole, deve essere forte il meccanismo di una vera solidarietà capace di alimentare giustizia sociale. Deve, però, essere chiaro che nessuno ha il diritto di confondere tutto ciò con l’assistenzialismo parassitario che sperpera risorse senza produrre sviluppo e che ha rappresentato tristemente, in un passato che non ci appartiene, una fonte di squilibri e disvalori utili a produrre consenso, in danno ed in assenza di un progetto serio che non può che essere ispirato dalle tre parole che simboleggiano la chiave e la premessa della nostra concreta azione di governo della città: diritti, doveri, pari opportunità. Le dinamiche cittadine La Città di Palermo – e con essa parte del suo hinterland più prossimo – si colloca secondo il Censis nel novero delle aree siciliane caratterizzate da un trend più sostenuto e da una produttività segnatamente maggiore. I principali indicatori socio-economici testimoniano infatti di una Città complessivamente più dinamica rispetto al contesto regionale e meridionale. In termini demografici, Palermo si caratterizza per il tasso di natalità e quello di mortalità: l’uno il più alto e l’altro il più basso del Mezzogiorno e della media italiana; ancora in materia di capitale sociale, a Palermo si qualifica come positivo il più basso indice di vecchiaia, di presenza cioè delle componenti più anziane. Nell’ambito di questo fenomeno l’ampiezza si fa forte in confronto con altre parti del territorio italiano, con una incidenza degli over 65 rispetto alla fascia fino a 14 anni che a Palermo si attesta al 97%, mentre nel Mezzogiorno lievita fino al 103% e nella media italiana raggiunge addirittura il valore del 137%. Una forbice di ben quaranta punti tra il nostro territorio ed il resto d’Italia costituisce uno straordinario fattore di crescita ed una grande opportunità di espansione sociale, e ci impegna vieppiù nella direzione dello sviluppo e della crescita sociale. Ma l’evoluzione registrata dal quadro demografico cittadino suggerisce ancora una breve riflessione, per il rilevante impatto di alcuni fenomeni sulla vita e sul governo della Città. È’ la famiglia infatti la principale destinataria dei mutamenti intervenuti, come testimoniano la riduzione del numero medio dei suoi componenti e la crescita sensibile dei nuclei familiari monocomponente. In un trentennio infatti la popolazione palermitana è aumentata un po’ meno del 20% mentre il numero delle famiglie è lievitato del 70%. Con uno sguardo all’ultimo decennio, la popolazione tende a stabilizzarsi per l’emigrazione nei comuni di cintura ed in altre parti del Paese, mentre il fenomeno dei single, per scelta o per eventi subiti, risulta ancora in crescita. Le proiezioni possibili fanno presagire che l’evoluzione quantitativa dei nuclei familiari si stabilizzi su modesti incrementi, che le famiglie numerose registrino un ulteriore sensibile calo e che le famiglie monocomponente continuino nella loro dinamica di crescita. Tutto ciò ovviamente non è estraneo al fabbisogno abitativo che viene determinato, nel prossimo quinquennio, inferiore a cinque mila abitazioni nel taglio medio di tre-quattro stanze; fabbisogno questo che va comunque integrato anche tenendo conto delle abitazioni degradate e che vanno recuperate o sostituite. L’obiettivo della crescita si fonda anche su presupposti culturali, rispetto ai quali non giova il mero rinvio della responsabilità al soggetto di governo del territorio, che pure ha l’obbligo di favorire le migliori condizioni; la quota di giovani palermitani laureati e diplomati risulta ancora troppo bassa, come del resto ancora troppo bassa risulta la quota di palermitani adusi alla lettura di giornali quotidiani; a questo proposito addirittura il divario con il resto del Paese supera i dieci punti percentuali. Per altro verso il “brand” della Città continua a risultare prodigiosamente attrattivo; ne costituisce una conferma il sostanziale progresso nella domanda turistica, che si compendia in un solo dato: la spesa fatta nella Città negli ultimi cinque anni dalla sola componente straniera è aumentata del 98% a fronte di uno striminzito +9% nella media meridionale e rispetto ad una flessione nella media italiana (-1%). Anche con riguardo al parametro della criminalità comune, Palermo si pone in una posizione decisamente più favorevole, con una quota di 215 crimini per dieci mila abitanti, rispetto ad un dato nazionale superiore a 230; in materia di crimini violenti, invece, il dato palermitano si attesta ad un livello appena superiore al dato italiano (16 eventi per dieci mila abitanti rispetto ad una media di 14 eventi). Merita infine segnalare, per le evidenti implicazioni sottese, che i dati distribuiti appena poche ore fa dal Ministero delle Finanze offrono una immagine lusinghiera della Città di Palermo con riguardo al reddito medio pro capite. I dati, che hanno una disaggregazione comunale, consentono un confronto con gli altri capoluogo del Mezzogiorno, ivi inclusi Abruzzo e Molise; essi mostrano che soltanto Cagliari sopravanza Palermo, con un delta assai modesto, mentre tutti gli altri grandi comuni meridionali si collocano al di sotto (Bari) o allo stesso livello (Napoli) di reddito imponibile, così sancendo definitivamente il recupero di Palermo rispetto alle punte, anche più avanzate, del Mezzogiorno. Palermo nel suo essere È il centro propulsore della politica siciliana, delle istituzioni, delle funzioni pubbliche, del grande terziario scientifico e di ricerca, della didattica di alta fascia, dei servizi sanitari, dell’intermediazione bancaria e finanziaria, di prestigiose istituzioni culturali e di una brillante tradizione di creatività intellettuale ed artistica. La densa presenza a Palermo di rappresentanze diplomatiche e consolari, soprattutto di matrice mediterranea, di autorevoli istituzioni culturali estere, di radicate comunità straniere, di enti di promozione del partenariato euromediterraneo, di circuiti e di rappresentanze commerciali, di operatori turistici rilevanti fa risaltare il carattere internazionale della Città; tutto questo insieme – unitamente alla presenza costante di personalità, intellettuali, artisti, cineasti, letterati di levatura internazionale attratti dal contesto storico culturale cittadino ma anche dal mito e dal fascino rappresentati dalla Sicilia e da Palermo – rappresenta il più solido fondamento del profilo e del ruolo internazionale di Palermo, specie in ambito euromediterraneo. Palermo ha così tutti i crismi, le risorse e le potenzialità per esercitare il ruolo che le compete di Città leader, vivace, forte ed autorevole, al pari delle altre grandi aggregazioni metropolitane italiane, così come di quelle mediterranee. Il governo della Città nelle linee strategiche Palermo Città-regione pone un obiettivo vincolante e non derogabile: la co-leadership dei fondi comunitari. L’avvio della prossima sindacatura, in uno con la programmazione comunitaria 2007-2013, non costituisce una mera concomitanza temporale quanto piuttosto l’opportunità, forse irripetibile, per orientare verso il capoluogo le risorse idonee a supportarne le potenzialità di crescita. Una progettualità più ampia e di matrice europea vuole spostare il baricentro degli investimenti e delle nuove iniziative proprio verso quella dimensione metropolitana che Palermo interpreta nel contesto regionale ed italiano; la stessa destinazione preferenziale delle risorse comunitarie coinvolge in maniera evidente l’Asse di interventi denominato “città”. Rispetto a questa straordinaria opportunità, Palermo è chiamata ad una vera e propria governance, con pari dignità rispetto alla Regione Siciliana, delle risorse comunitarie per realizzare i processi che sono stati avviati, ma anche per dare vita e visibilità a nuovi percorsi di crescita e di sviluppo. Nella elencazione delle macro-aree di intervento, le politiche per lo sviluppo ed il lavoro, la lotta all’esclusione sociale e le politiche culturali si pongono come i preminenti punti di riferimento. La gestione delle specifiche iniziative sarà invece preceduta da alcune scelte di ri-orientamento della macchina comunale fondate sul decentramento amministrativo verso le periferie, per la prima volta intese come un unicum, verso una diversa politica delle utility comunali e verso la scrittura di una squadra per il governo della Città prioritariamente orientata alla qualità ed alla competenza dei suoi componenti, ancor prima dei, sia pur legittimi, vincoli di rappresentanza. Le principali direttrici di intervento Le logiche e le sottese politiche di intervento sul territorio palermitano si pongono in un percorso di continuità con i cinque anni trascorsi. Questa scelta non significa tutela di maniera delle cose fatte, ma si fonda piuttosto su una strategia precisa che, dopo anni di disinteresse politico ed amministrativo, ha voluto puntare alla riscrittura del profilo di Palermo. L’amministrazione uscente ha così assicurato una serie di servizi ed infrastrutture di base, considerate irrinunciabili per la dimensione ed il ruolo di Palermo, ma principalmente ha incardinato una rete di iniziative tutte legate dal medesimo filo: lo sviluppo e la crescita nel rispetto della qualità della vita. Sono quattro le direttrici di intervento che il Sindaco uscente propone ed offre alla valutazione dei Cittadini palermitani: mobilità, vivibilità, strutture e cultura. La scelta di “aprire” con la mobilità delle persone e delle merci, e di “chiudere” con la cultura, passando dalle nuove grandi strutture e dal tema della vivibilità, vuole offrire alla riflessione collettiva una strategia in discontinuità con il passato, quando l’agenda era prioritariamente dettata dalla necessità improrogabile ed emergenziale di assicurare in prima battuta alcuni bisogni di base per i Cittadini. La mobilità Alle politiche di mobilità si riconducono esigenze economiche, ambientali, salutistiche e di qualità della vita. Spostarsi comodamente e velocemente è un diritto soggettivo ed un precipuo interesse collettivo. Dalle anomalie di funzionamento della mobilità urbana discendono rischi concreti ed accertati per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Il dato di partenza, con riguardo ad esempio alla dotazione viaria, non era dei più confortanti, come dimostra l’incremento esponenziale dei mezzi in circolazione (oltre il 400% in più dagli anni Cinquanta) a sostanziale parità di sedi stradali disponibili; anche la dotazione per la mobilità su ferro soffriva una cronica carenza. Le politiche attuate in questa direzione dall’amministrazione uscente hanno puntato, in termini più emergenziali, a superare la profonda ferita tra la parte nord e la parte sud della Città, determinata dalla improvvida collocazione della Circonvallazione cittadina, e ad attribuire al contempo alla modalità del ferrato, in sedi non concorrenti con gli assi stradali, un ruolo nuovo e strategico. A questa filosofia di interventi si riconducono i sottopassi, i sovrappassi e la riorganizzazione della Circonvallazione, così come la tormentata vicenda del passante ferroviario che punta a liberare i tratti urbani ferrati dalla concorrenza con i servizi ferroviari di media distanza, senza infliggere nuove ferite al tessuto urbano. La linea di interventi, già concretamente avviata, si fonda nel breve periodo sulla sostituzione progressiva del traffico veicolare con mezzi ad alimentazione elettrica, quali realizzeranno le tre tratte servite da tram. Il secondo tassello è rappresentato dall’affidamento prossimo del cantiere per la realizzazione dell’anello ferroviario interrato, da Piazza Giachery al Porto. Il terzo tassello si fonda sul più ampio ricorso alle nuove tecnologie informatiche e sul presidio capillare del territorio, attraverso idonee cabine di regia, per l’assunzione rapida di misure idonee per assicurare la fluidità del traffico veicolare. Il passaggio definitivo delle politiche per la mobilità è rappresentato dalla realizzazione dell’ultima tratta dell’anello ferroviario sotterraneo, Porto-Politeama-Lolli. Sono di tutta evidenza i benefici diretti (minori costi e minori tempi) ed i benefici indiretti (salvaguardia della salute) indotti dalle linee tram e principalmente dalla chiusura dell’anello ferroviario sotterraneo; è appena il caso di ricordare che tale infrastruttura realizzerà nei fatti un collegamento metropolitano, con una frequenza di passaggio dei convogli inferiore ai due minuti e con una copertura totale sui nodi nevralgici della Città: stazione centrale, policlinico-civico, presidenza ed assemblea regionale, Notarbartolo, fiera, Sampolo, porto, Politeama, Lolli. A ben vedere all’interno del cerchio, e con distanze minimali, resta ricompreso l’apparato pubblico, istituzionale e commerciale della Città di Palermo. L’auspicata, prossima definizione della vicenda del passante ferroviario darà maggiore fluidità all’anello ferroviario sotterraneo. Tuttavia, con la lungimiranza richiesta dai doveri di amministrazione di una delle principali metropoli italiane, occorre porsi due obiettivi strategici sul piano della mobilità: la nuova tangenziale e la metropolitana sotterranea sulla direttrice est-ovest. Palermo in atto, a causa della saturazione pressoché completa degli assi autostradali di entrata e di uscita dalla Città, lato Messina e lato Trapani, abbisogna, anche in una logica di protezione civile, di alleggerire i due assi in questione. Ciò è possibile soltanto con una nuova tangenziale metropolitana idonea a scavalcare la Città sul fronte sud, consentendo un collegamento diretto tra Messina e Trapani al di fuori del tratto urbano, anche per superare il paradosso che il grande Asse europeo, il Corridoio Uno Berlino-Palermo, resti impigliato ancora nella Circonvallazione cittadina. L’amministrazione, dopo avere reperito la copertura finanziaria per lo studio di fattibilità della metropolitana leggera tra la Stazione centrale e Tommaso Natale - Resuttana, assume come traguardo la pianificazione esecutiva dell’opera e la sua realizzazione. La vivibilità La vivibilità cittadina si pone come obiettivo prioritario di una politica della Città che persegue la salute dei cittadini, la loro qualità della vita e l’attrattività del territorio rispetto ai flussi esterni dei potenziali utenti. Dopo avere realizzato un vero e proprio boom di presenze turistiche straniere, supportato dalla crescita esponenziale dell’offerta ricettiva, dopo avere conseguito una marcata destagionalizzazione delle presenze turistiche, grazie anche al patrimonio storico-architettonico e culturale, Palermo lancia ora una nuova scommessa, e proprio sul terreno ambientale, attraverso la valorizzazione e l’utilizzazione organica dei grandi poli di attrazione ambientale esistenti nel territorio urbano, quali il Parco dell’Oreto, la costa sud, il water front urbano, la riserva di Monte Pellegrino ed il Parco della Favorita, il tutto nella cornice unificante del piano integrato per il verde cittadino. Un programma questo che, una volta attuato, iscrive Palermo di diritto nella graduatoria internazionale di vertice della vivibilità. Palermo, che pure ha conosciuto gli effetti nefasti della crescita edilizia incontrollata, ascrive a proprio merito la salvaguardia ambientale pressoché totale di due grandi porzioni del proprio territorio: il Monte Pellegrino ed il Parco della Favorita; proprio per il rilancio di quest’ultimo sono di imminente avvio i lavori di riqualificazione ambientale. Anche il recupero della costa sud Sant’Erasmo - Acqua dei Corsari è in corso, mentre l’intervento per il water front può registrare l’avvio del recupero ambientale-architettonico della Cala e del Castello a mare. Restano comunque numerose le iniziative in cantiere attraverso le quali l’amministrazione si impegna a completare il programma di restituzione del mare ai Cittadini, anche in coerenza con l’antico etimo della Città Pan Ormus, tutto porto. Ma la sfida forse più suggestiva e di grande impatto si gioca sul Parco dell’Oreto che, per estensione, qualità del patrimonio ambientale e per gli ampi margini di recupero che prospetta, si qualifica come il principale insediamento di fruizione del territorio metropolitano. La riqualificazione ambientale dell’esteso bacino fluviale attraverso azioni di disinquinamento, il recupero delle aree vegetate adiacenti, la riqualificazione delle aree urbane degradate, la creazione di percorsi per la fruizione turistica, il rilancio dell’imprenditoria agricola ed artigiana residente nell’area ed infine la creazione di un ente di governo, rappresentano le tappe salienti del percorso di costituzione del Parco dell’Oreto. Le grandi strutture Le principali capitali del mondo si sono intestate la funzione di trainare la crescita e lo sviluppo dei territori pertinenti; ne costituiscono un esempio città come Madrid o Roma, che hanno assunto una funzione guida e di traino della crescita socio-economica. Questa grande opportunità si vuole offrire anche a Palermo, attraverso alcune grandi strutture finalizzate ad assurgere al ruolo di piattaforme tecnologiche e di capisaldi della nuova politica urbanistica della Città. La grande area residenziale e commerciale che risulterà dalla copertura della zona Lolli-Notarbartolo, la nascita di una nuova sede fieristica e di un nuovo quartiere, il completamento dell’anello digitale, un grande centro direzionale, in uno al riuso delle aree ex militari dimesse, schiudono una prospettiva di investimenti, di lavoro, di riqualificazione urbana, di implementazione della rete dei servizi e di immagine internazionale che non ha precedenti nella vita della Città. A queste iniziative si attribuisce da parte dell’amministrazione una funzione di traino della società palermitana che risulterà coinvolta in tutte le sue funzioni vitali: l’Università, le libere professioni, la ricerca, il mondo della cultura, le istituzioni, le imprese, le maestranze. Le iniziative per la cultura Si tratta forse dell’ambito di intervento al quale si riconduce la funzione più delicata e che allo stesso tempo può fare conto sui notevoli risultati conseguiti e sui progetti concreti già avviati. Si tratta della più grande risorsa immateriale. Palermo è Città di intensa e diffusa creatività artistica e culturale; la sua vitalità in campo teatrale, cinematografico e televisivo va ben oltre taluni datati stereotipi e si riflette anche nel successo delle nostre giovani leve in Italia ed all’estero. Una nuova generazione di scrittori riscuote già prestigiosi riconoscimenti, mentre la tradizione consolidata di studi etno-antropologici continua a trarre alimento da maestri e scuole di livello mondiale. Ma forse la maggiore novità scaturisce dall’affacciarsi impetuoso sulla scena di una nuova generazione di creativi; la politica intelligente e la buona amministrazione sono impegnate a sostenere, in modo diretto e determinato, la creatività diffusa; essa sarà il fondamento ed il propulsore dell’identità palermitana che si innova nella persistente vitalità delle sue radici millenarie. L’amministrazione ha operato per dotare Palermo, in tempi brevi, di alcuni fortissimi fattori di innesco culturale quali il Museo di Arte contemporanea di prossima realizzazione presso i Cantieri culturali della Zisa e, nello stessa area, la Scuola del Cinema con aule didattiche, teatro di posa, sale cinematografiche, laboratorio fotografico ed altre strutture di servizio. Insieme al polo di produzione televisiva in corso di avanzata realizzazione nell’area di Termini Imerese, alla rilanciata Fondazione del Teatro Massimo, al Museo di Arte Moderna nell’ex convento Sant’Anna ed alla prevista piastra attrezzata per i servizi culturali nell’ex stazione Lolli, sono state poste le premesse e create le condizioni per un lancio di Palermo sul proscenio culturale mondiale, non solo come terminale ma anche come fucina di iniziative nel campo delle arti letterarie, visive e teatrali. Un grande rilevo riveste, nelle politiche culturali finalizzate al turismo, il rilancio in grande stile di alcune componenti del patrimonio culturale della Città, per assicurare la più ampia fruizione del circuito di chiese ed oratori serpottiani, in stretta collaborazione con la Curia palermitana, e l’accesso ai grandi e prestigiosi palazzi nobiliari, d’intesa con l’Associazione delle dimore storiche. PUNTARE SUL TURISMO PER UNA MIGLIORE PROMOZIONE DELL’IMMAGINE E DELL’IDENTITÀ CITTADINE
PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO E OFFERTA TURISTICA Nel settore della promozione e della valorizzazione delle tradizioni e dell’identità della Città di Palermo, in questi cinque anni di Governo il Sindaco ha basato la propria programmazione ed attività sullo sviluppo dell’immagine della città attraverso il diretto intervento nelle più grandi manifestazioni che, sfruttando i grandi temi della cultura, delle tradizioni e del patrimonio architettonico, artistico ed ambientale, hanno consentito di ampliare l’offerta turistica incrementandone i relativi flussi. Lo sviluppo economico, sociale e culturale di Palermo deve puntare prevalentemente sull’industria turistica, oltre che per la sua naturale vocazione di “città d’arte”, anche per un motivo strategico: l’incremento della redditività del sistema turistico, attraverso l’incremento dei flussi turistici dall’Italia e dall’estero verso la città, si può basare essenzialmente sull’adozione di politiche mirate che hanno un vantaggio unico rispetto a quelle di altri settori produttivi; ed infatti i benefici che ne derivano vanno in primo luogo a vantaggio della collettività che vive e lavora in quel territorio. Il turismo accessibile è un obiettivo complesso che richiede agli operatori del settore un elevato livello di attenzione al cliente ed un’elevata qualità nella prestazione dei servizi; i risultati di questo impegno sono indice della capacità degli imprenditori e dell’amministrazione pubblica, locale e nazionale di cooperare per valorizzare interi sistemi territoriali ai fini dello sviluppo delle attività turistiche. Il Governo della Città intende dunque – in linea con quanto già realizzato concretamente nel recente passato – programmare una serie di interventi sul territorio, basati essenzialmente su una attività negoziata fra istituzioni pubbliche e imprese private del settore, per lavorare fianco a fianco all’individuazione ed alla realizzazione di progetti mirati per il potenziamento dell’industria turistica locale secondo le seguenti linee programmatiche: - creazione di un sistema integrato di infrastrutture e di servizi per la valorizzazione delle risorse artistiche ed ambientali, e la loro migliore fruizione, in grado sostanzialmente di soddisfare il cliente e di essere competitivo sul mercato; - riqualificazione del sistema ospitale in termini qualitativi e quantitativi; - miglioramento della qualità ambientale e del decoro urbano; - destagionalizzazione dei flussi turistici; - interventi a sostegno del turismo accessibile; - fidelizzazione di nuove categorie di utenti attraverso il potenziamento dei sistemi di informazione e prenotazione on-line; - posizionamento dell’immagine di Palermo quale “città d’arte”; - interventi a sostegno del turismo congressuale; - riqualificazione degli addetti del settore ed identificazione di nuovi profili professionali più rispondenti alle esigenze sempre più specifiche del mercato turistico; - attivazione di strumenti di programmazione che consentano il raggiungimento degli obiettivi secondo i più aggiornati criteri internazionali e comunitari di salvaguardia del territorio e conservazione delle risorse; - individuazione di progetti che abbiano come obiettivo anche la fruizione delle risorse verso le quali sono diretti gli interventi di salvaguardia; - realizzazione di progetti mirati al recupero completo dei tratti costieri delle borgate marine attraverso un sistema unico terra-mare, mediante la razionalizzazione degli approdi, il risanamento delle acque costiere, anche a fini di balneazione, e l’organizzazione della destinazione delle aree demaniali prossime al mare, in un ottica di valorizzazione del prodotto turistico “mare” in tutte le sue diverse articolazioni – balneazione, sport velici, diving, nautica da diporto; - progettazione e realizzazione di un piano integrato di segnaletica turistica pubblica, utile sia al decongestionamento dei flussi di traffico, che alla valorizzazione dei siti culturali meno conosciuti (l’attuale segnaletica è carente ed in gran parte non a norma rispetto al Codice della Strada). In particolare, il Governo cittadino intende promuovere nuovi strumenti adeguati alle esigenze di una città metropolitana che, in linea con quanto realizzato in questi cinque anni di governo, elevino il grado di percezione dall’esterno della realtà cittadina favorendo l’abbandono dei vecchi luoghi comuni associati alla Città – ormai obsoleti e superati – e la ricollocazione dell’immagine cittadina nel più naturale alveo delle Città moderne e culturalmente all’avanguardia. Essi, in concreto, consisteranno: - nell’offerta di pacchetti turistici tematici – arte, musica, teatro, mostre culturali, archeologia, gastronomia – che consentano al turista di ritagliarsi la vacanza più aderente alle proprie aspettative, anche in periodi di bassa stagione; - nella programmazione fortemente anticipata di tutti gli eventi culturali, in modo da consentire un’adeguata attività divulgativa e promozionale; ed inoltre: - nella fidelizzazione di nuove categorie di utenti attraverso il potenziamento dei sistemi di informazione on-line che consentano al turista potenziale di reperire tutte le informazioni possibili sul territorio e di confezionare una vacanza “su misura” in linea alle proprie esigenze; - nella creazione di una rete dei punti di informazione turistica e condivisione di un portale di informazioni turistiche da aggiornare costantemente; nella istituzione di un call-center multilingue che fornisca al turista informazioni di ogni tipo e assistenza in caso di eventuali disservizi; - nella realizzazione di una rete Wireless cittadina da sviluppare nei punti più strategici della Città; - nel posizionamento dell’immagine di Palermo quale meta turistica attraverso la realizzazione di grandi eventi culturali e sportivi che richiamino l’attenzione dei media, la realizzazione di campagne promozionali, sui più diffusi mezzi di comunicazione, e di iniziative promozionali in Italia ed all’estero, con esportazione di prodotti della cultura palermitana (mostre di pittura, esposizione di prodotti dell’artigianato locale, spettacoli musicali). Il Governo della Città proseguirà sulla strada di altri interventi più settorializzati, già collaudati, che hanno anche contribuito fattivamente ad alimentare i flussi di crescita del turismo, quali quelli riguardanti gli interventi a sostegno del traffico aereo low-cost e la ristrutturazione del servizio di informazione cittadino, relativamente al quale si punterà al potenziamento e miglioramento delle strutture cittadine e delle risorse umane impegnate. Ed ancora avrà l’attenzione che merita quello che ormai è per la Città il fiore all’occhiello della programmazione artistica annuale: il Kals’art. Un marchio, quello del Kals’art, che connota una rassegna articolata, prestigiosa ed imponente, frutto dell’indovinata formula scaturente dal connubio fra riqualificazione urbana e valorizzazione del patrimonio culturale, che offre alla Città ed ai turisti una miscela fantastica che culmina in una programmazione artistica (concerti, teatro, luminarie, design, mostre e visite culturali guidate) che per il periodo luglio-settembre, e poi durante le festività natalizie, mira al recupero dell’area degradata, al potenziamento della fruizione collettiva del patrimonio architettonico ed alla celebrazione di attività di intrattenimento che amplificano i flussi turistici. Il Kals’art, dopo tre anni di celebrazione (2004-2005-2006), si avvia a divenire un fenomeno legato in maniera inscindibile alla Città di Palermo nell’immaginario collettivo internazionale, essendosi oggi certamente raggiunta la mission primaria, chiara sin dalla sua ideazione: pensare “Kals’art” sarà come pensare “Palermo”. Un fenomeno che ha attirato l’interesse dei cittadini, dei turisti – come dimostrano le presenze registrate nel triennio – ma anche di studiosi, ricercatori ed esponenti del mondo accademico, come testimoniano gli studi, le tesi e gli stage prodotti e richiesti dalle Università di tutta Italia. E questo momento di riappropriazione della memoria storica da parte dei cittadini, attraverso il recupero, la tutela, lo sviluppo e la fruizione collettiva del patrimonio culturale, artistico e monumentale, lo si vuole generalmente continuare nel campo delle esperienze di valorizzazione dei Beni Culturali, per assicurare la ricollocazione verso l’alto dell’immagine culturale della Città nel panorama internazionale, e quindi incrementare, destagionalizzare e prolungare la permanenza media dei flussi turistici offrendo opportunità non mirate solamente alle risorse artistiche e monumentali, quanto piuttosto a far conoscere la cultura e la tradizione di Palermo nella loro globalità (storia, arte, gastronomia, architettura, contesto sociale ed economico). Perseguire tale obiettivo passa attraverso la previsione di azioni innovative che puntino anche su un’offerta culturale frutto di processi di restauro e conservazione dei beni culturali, e di realizzazione di adeguate infrastrutture al servizio della cultura e del turismo, come avvenuto in occasione dell’apertura della Nuova Galleria di Arte Moderna nel rinnovato Complesso Sant’Anna, passo importante per la creazione di un polo di eccellenza culturale per questa città. I BB.CC. costituiscono un importante fattore di crescita e di sviluppo che influisce in misura rilevabile sulla crescita sociale, sul livello di consapevolezza e di formazione dei cittadini. Parallelamente a questo tipo di influenza, i BB.CC. hanno un sicuro impatto sull’economia ed in particolare sul turismo, com’è evidente dai dati degli ultimi anni che hanno messo in risalto il ruolo svolto dal turismo culturale nell’economia del Paese. Insieme a questi interventi – che rappresentano una simbiosi perfetta tra cultura, turismo, tutela del patrimonio artistico-architettonico, riqualificazione urbana e sviluppo economico locale, e che hanno riportato nel centro storico cittadino diverse migliaia di persone, attratte dalla veste urbanistica ed architettonica dei luoghi recuperati con un’attenta opera di restauro oltre che dagli spettacoli, dalle mostre e dalle proposte culturali – ci sono gli interventi riguardanti i giardini della Zisa, riaperti al pubblico dopo il restauro, l’ex deposito delle locomotive di S. Erasmo, Palazzo Bonagia, il complesso di Montevergini: alcune delle tappe che hanno visto il progressivo recupero della memoria storica della città. In quest’ottica, il programma politico dell’attuale Governo della Città prevede la concreta attuazione di un complesso e prestigioso programma culturale che preveda, tra l’altro, un coordinamento tra gli enti culturali cittadini, un conseguente miglior uso delle risorse nella consapevolezza di una “Palermo Città d’Arte”, la promozione di iniziative che puntino all’approfondimento della sua identità culturale, alla conservazione delle sue tradizioni attraverso il sostegno a festival come quelli di musica popolare e di nuove proposte palermitane, ai teatri stabili privati, ai teatri d’arte, alla creazione di spazi da consegnare agli artisti locali per sviluppare nuovi talenti ed agevolarne la crescita e l’affermazione non solo locale. Tutte iniziative già sperimentate con successo e pronte da rilanciare con una immagine coordinata ed unitaria, sotto l’egida del nuovo Governo cittadino. Ed infatti è intendimento del Sindaco coniugare detti interventi all’interno della rinnovata programmazione di un “Progetto di Comunicazione Integrata per lo Sviluppo della Città, del Turismo Culturale, della Immagine e della Identità” che, attraverso la verifica delle esigenze di comunicazione, la programmazione delle linee generali, la definizione degli obiettivi, la progettazione delle attività di comunicazione, la pianificazione di una campagna pubblicitaria e l’utilizzazione di budget prefissati ed adeguati, consentirà di restituire una città, già capitale del Mediterraneo, pronta ad aprire i propri confini culturali allo scenario europeo ed oltre. LE GRANDI OPERE PER I PROSSIMI CINQUE ANNI – dati tecnici
Nuovo collegamento tra le autostrade A19 ed A20 in territorio del Comune di Palermo. Sono in fase di elaborazione le prime verifiche di fattibilità tecnica di un collegamento tra le autostrade A19 e A20, con un tracciato interamente all’interno del territorio comunale e alternativo alla circonvallazione. Un collegamento che, pertanto, pur garantendo caratteristiche di veloce attraversabilità del territorio comunale, garantito da opportuni interramenti e da ipotesi di svincolo a carattere autostradale, può rappresentare un’occasione per connettere in maniera migliore oltre che le due autostrade tra di loro, anche queste allo scorrimento veloce per Sciacca e alla strada per Monreale. Oltre al miglioramento dei collegamenti extraurbani, il nuovo collegamento consentirà di alleggerire il peso del transito veicolare che grava sulla circonvallazione, con sensibile vantaggio delle condizioni di vivibilità dei tessuti urbani che si trovano a margine. Il Programma Innovativo in Ambito Urbano “Porti & Stazioni” Il sistema di interventi ipotizzato dal programma (finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e redatto in accordo con le Ferrovie dello Stato e l’Autorità Portuale di Palermo) è fortemente e coerentemente inquadrato nell’ambito della vigente Variante Generale al PRG e nel contesto delle iniziative intraprese dall’Amministrazione Comunale, quali i precedenti programmi integrati e il Programma Integrato Territoriale (P.I.T.) della città. Il programma, inoltre, è inquadrato nel contesto delle linee programmatiche tracciate per la redazione del Piano Strategico cittadino e delle sue azioni di avvio, quali quelle della individuazione delle Aree di Trasformazione Integrata (ATI). Il programma “Porti & Stazioni” interessa due delle dodici ATI individuate per l’intera città: - l’ATI 1 “Waterfront centrale - Sampolo - Arenella” e l’ATI 2 “Danisinni-Lolli-Notarbartolo”. L’ATI 1, che comprende il fronte a mare della parte centrale della città, parte del tessuto urbano ottocentesco ed alcune borgate storiche, è caratterizzata dalla presenza dell’area portuale, dell’area ferroviaria di Sampolo e del Mercato Ortofrutticolo. La progettazione del nuovo fronte a mare e, principalmente, del nuovo Porto, affronta il ruolo di quest’ultimo come “portale” regionale e locale: interfaccia urbana del sistema di scambi, commerci, viaggi, flussi e prodotti che lo attraversano. La progettazione della nuova interfaccia città-porto mira a potenziare alcuni “innesti”, ridisegnando gli assi di penetrazione e rendendo i varchi più permeabili. L’intervento progettuale riguarda soprattutto le aree in cui le attività portuali sono integrabili con quelle urbane, che posseggono una grande attrattività per funzioni residenziali, commerciali, culturali e del tempo libero, che possono divenire spazi di interazione e di integrazione, ed ove si possono addensare le nuove centralità urbane. Per l’area della stazione Sampolo, dopo avere sviluppato alcune alternative di intervento finalizzate al potenziamento della piastra logistica esistente, è stata ipotizzata la dismissione delle attività ferroviarie attualmente espletate ed inerenti il traffico merci, limitando l’area ferroviaria a quella necessaria al passaggio della linea metropolitana. Le aree così ricavate, in aggiunta a quelle dell’attuale Mercato Ortofrutticolo, potranno quindi essere riconvertite ad uso urbano. In questo modo è notevolmente potenziato e migliorato il sistema d’interventi già previsti nell’area, sia dal PRG che dai pretendenti programmi integrati, inerenti la realizzazione di un “centro della municipalità” con un centro congressi, un sistema di servizi per la collettività e un grande parco urbano. - L’ATI 2, che comprende parte del tessuto ottocentesco e parte dell’espansione urbana del secondo dopoguerra, è caratterizzata dalla presenza delle aree ferroviarie della ex Stazione Lolli e della Stazione Notarbartolo, dal giardino storico di villa Malfitano, dagli ex Cantieri Doucrot, oggi utilizzati come centro culturale, e dal museo della Zisa. Nell’ambito della pianificazione strategica, nell’ATI 2, denominata “La città internazionale della cultura”, va potenziato il sistema di aree, servizi e infrastrutture per il supporto all’internazionalizzazione della cultura. Particolarmente rilevante è il sistema di interventi da prevedere nell’area della ex stazione Lolli e della Stazione Notarbartolo, puntando ad una rigenerazione urbana con recupero delle intere aree ferroviarie. Gli interventi previsti sono di riuso della ex stazione Lolli, per funzioni culturali espositive, e di utilizzazione dell’area della Stazione Notarbartolo con la copertura dell’attuale trincea ferroviaria. Nel complesso, si attua così una trasformazione da “cesura urbana” a “cerniera urbana” di tutte le aree interessate, da realizzare tramite la riconnessione del tessuto viario, il completamento dei tessuti edilizi a margine e la realizzazione di un sistema di aree a verde ed attrezzature nella parte centrale delle aree. Tra i nuovi spazi da restituire alla città è di particolare interesse la nuova piazza e nuova stazione Notarbartolo quale nodo importante della mobilità urbana, sia nelle condizioni attuali che nelle ipotesi di previsione a medio e lungo termine. In prossimità di quest’area si prevede infatti siano addensate nuove funzioni pubbliche e private (spazi per esposizioni temporanee, biblioteca civica, mediateca, sale spettacolo, attività ricettive e ricreative, uffici ecc.) con un nuovo sistema urbano, che si introduce nel preesistente trasformandone radicalmente il significato. INTERVENTI CHE SARANNO ULTIMATI NEI PROSSIMI CINQUE ANNI PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA 2000/2006
La Scuola Nazionale di Cinema ai Cantieri culturali alla Zisa Sono in corso i lavori di realizzazione dell’intervento. Si prevede l’ultimazione dei lavori entro dicembre 2007. PIT 7 «PALERMO CAPITALE DELL’EUROMEDITERRANEO»: MUSEO EUROMEDITERRANEO DELLE ARTI CONTEMPORANEE AI CANTIERI CULTURALI DELLA ZISA I lavori sono in corso e si prevede la conclusione entro maggio 2008. PARCO D’ORLEANS Il cantiere è giunto al quinto stato di avanzamento dei lavori. RECUPERO AREA COSTIERA DI ACQUA DEI CORSARI I lavori sono stati consegnati e si prevede che saranno completati entro il 23 agosto 2008. A completamento dei lavori e della relativa caratterizzazione del sito è intenzione dell’Amministrazione realizzare su detta area un acquario internazionale. PRUSST PALERMO - NUOVE PROPOSTE Sono pervenute 111 adesioni da parte di operatori dei settori produttivi e del terziario, a conferma della piena fiducia nell’operato della giunta Cammarata e nelle potenzialità di sviluppo della città, per i seguenti settori: rete strutturale sportiva (13 interventi); rete turistico-alberghiera (46 interventi); rete strutturale commerciale (23 interventi); rete strutturale produttiva (9 interventi); rete dei servizi (13 interventi); residenziale e misti (7 interventi) GRANDI OPERE DA REALIZZARE NEL PROSSIMO QUINQUENNIO
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